Tendinite da mouse: una patologia moderna?

La tendinite da mouse è in realtà conosciuta da tempo come sindrome di De Quervain. Vediamo di cosa si tratta e come porvi rimedio.

Sintomi e cure di una dolorosa infiammazione che colpisce il pollice della mano.

Tendinite da mouse: una patologia moderna?

Ormai la chiamano tutti “tendinite da mouse”, perché è una dolorosa infiammazione che va  a colpire la mano che in genere usiamo per scrivere sul pc o sui vari tablet e smartphone. Iper connessi e iper “digitanti”, ormai siamo sempre più soggetti a lesioni e sindromi infiammatorie a carico delle piccole articolazioni delle mani e delle dita, anche se non svolgiamo più lavori di fino che producevano problemi analoghi un bel po’ di generazioni fa, e che colpivano artigiani e artigiane che lavoravano con aghi o piccoli strumenti di precisione. Queste categorie professionali ora sono quasi una rarità, stiamo infatti parlando di mestieri di nicchia (calzolai, sarti, orafi, orologiai, ricamatori ecc.), ma le patologie connesse, tra cui disturbi alla vista, formicolio alle mani e, appunto, problemi alle articolazioni determinate dal fatto di compiere sempre gli stessi movimenti che comportano un’usura dei piccoli legamenti, sono nuovamente in auge a causa proprio della tecnologia.

Ma di che sindrome stiamo parlando? Di una infiammazione del tendine abduttore, quel legamento che collega il muscolo del pollice all’articolazione di questo primo dito consentendone il movimento.

Questa tipica tendinite, conosciuta da ben prima dell’invenzione dei pc come sindrome di De Quervain, non è grave ma molto fastidiosa, soprattutto perché il dolore impedisce di svolgere le normali occupazioni che impegnano la mano.

A rischio sono un po’ tutti coloro che svolgono movimenti ritmici e ripetitivi come scrittori, disegnatori, programmatori, e chiunque abbia i tendini poco allenati. Infatti sembra che la tendinite da mouse colpisca più il sesso femminile e in particolare le donne giovani con polsi sottili (10% dei soggetti colpiti). Altri fattori di rischio sono il soffrire di malattie reumatiche croniche, ma anche la gravidanza (un po’ come accade per la sindrome del tunnel carpale).

Quali sono i sintomi e perché questo disturbo colpisce chi usa il mouse? Alla seconda domanda è facile rispondere: perché per utilizzare il mouse collegato al pc, in genere tendiamo a mantenere il braccio fermo e rigido (sovente contratto, senza rendercene conto), e a muovere in modo frenetico il polso il che induce una sollecitazione innaturale proprio dei tendini di questa articolazione, che così possono infiammarsi.

Per quanto riguarda i sintomi della sindrome di De Quervain, essi sono sostanzialmente ridotti ad uno: dolore alla base del pollice che tende a diventare sempre più intenso fino a provocare immobilità del dito. Il dolore si può irradiare verso il polso e l’avambraccio corrispondente, inoltre alla base del pollice si può notare talvolta una tumefazione determinata dalla formazione di una cisti piena di liquido sieroso (conseguenza dell’infiammazione).

Per diagnosticare questa sindrome bisogna sottoporsi ad una visita ortopedica o fisiatrica, e probabilmente lo specialista ci farebbe fare un semplice test chiamato “di Finkelstein”, che prevede che premiamo il pollice interessato contro il palmo e lo stringiamo con le altre dita. Se questa operazione risulta dolorosa o impossibile da eseguire significa che c’è una tendinite in atto.

Per fortuna che la tendinite da mouse non è grave e guarisce facilmente. Innanzi tutto con il riposo. Ad esso si possono associare i seguenti rimedi:

  • Impacchi di ghiaccio sulla zona infiammata e dolente
  • Assunzione di antinfiammatori FANS per alleviare il dolore per brevi periodi

Se, però, il riposo e gli analgesici da banco non fossero sufficienti a far rientrare l’infiammazione del tendine, allora si potrà ricorrere ad interventi di tipo medico più specifici, tra cui:

  • Laserterapia. Il fascio di raggi laser viene indirizzato sull’articolazione del pollice e, penetrando nei tessuti, riesce a ridurne la flogosi. Per ottenere dei risultati bisogna sottoporsi ad una seduta di pochi minuti per 10-12 giorni consecutivi, fino a totale regressione dei sintomi. Durante la terapia in casa si dovrà inoltre indossare uno speciale tutore che protegge l’articolazione del polso e dell’alluce
  • Ionoforesi. Applicando due elettrodi sul polso e imbevendo uno dei due poli con un farmaco antinfiammatorio e analgesico, lo si fa penetrare nei tessuti danneggiati attraverso lo spostamento delle molecole dal polo positivo a quello negativo. Per una guarigione completa sono in genere necessarie 10 sedute della durata di mezzora ciascuna
  • Ultrasuoni​
  • Fisioterapia

Per prevenire le tendiniti della mano, e la sindrome di De Quervain in particolare, è poi necessario allenare i muscoli dell’avambraccio e del polso, ad esempio eseguendo esercizi con i pesi o giocando a tennis. E’ importante fare questi allenamenti senza forzare eccessivamente e previo riscaldamento e mai in fase infiammatoria acuta.

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Dr Luca Savio

Dr Gianfranco Santisi

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