RIABILITAZIONE POST TRAUMA CRANICO – POST ICTUS

Poliambulatorio Medico-Odontoiatrico San Lazzaro Medica

Via Ettore Bignone 38/A
Provincia di Torino
Pinerolo, Torino 10064
Italia
Telefono: 0121030435
Email: sanlazzaromedica@libero.it

Serviamo pazienti del Pinerolese, Saluzzese e Torinese

DR.SSA FEDERICA VALLARELLI

PSICOLOGA SPECIALIZZATA IN NEUROPSICOLOGIA DIAGNOSTICA E RIABILITATIVA

Master Accademico in Neuropsicologia: Valutazione, Diagnosi e Riabilitazione Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia

IL CENTRO E’ CONVENZIONATO CON LA MAGGIOR PARTE DELLE POLIZZE SALUTE

1 VALUTAZIONE NEUROPISCOLOGICA

2 RIABILITAZIONE PAZIENTI POST TRAUMA CRANICO

3 RIABILITAZIONE PAZIENTI POST ICTUS

Libero professionista  presso Afasia Lab, Laboratorio Sperimentale Afasia – Fondazione Carlo Molo Onlus Torino

Esperta in somministrazione di test quali l’A.A.T., Laiacona Test, C.A.P.P.A. Test, Beck’s Depression Scale e W.H.O.Q.o.L.) con l’obiettivo di valutare le funzioni cognitive, conversazionali, pragmatico-funzionali e accrescere la dimestichezza con le principali tecniche riabilitative della dimensione pragmatica del paziente con l’ausilio di attività da svolgere in realtà virtuale semiimmersiva.

COSA SONO LE FUNZIONI COGNITIVE

L’essere umano, inserito in modo funzionale nel proprio contesto sociale, è in grado di raccogliere le informazioni, valutarle e elaborarle in modo straordinariamente rapido ed adeguato alle richieste dell’ambiente. Attraverso questo processo di sintesi egli è in grado di orientarsi in mezzo alla molteplicità di dati che riceve, porre attenzione agli stimoli necessari tralasciando quelli meno prioritari e risponderne al momento opportuno, creando relazioni interpersonali, condividendo emozioni, attuando comportamenti e argomentando informazioni fruibili.

Quando si interagisce con l’ambiente circostante, infatti, entrano in gioco una serie di abilità regolate da un complesso meccanismo fisio – neuro – psicologico che concorrono per consentire all’individuo coinvolto, in ottica evoluzionistica di garantirne la sopravvivenza mentre, adottando una prospettiva moderna influenzata dalla cultura e connotata dalla razionalità, di perseguire gli obiettivi della quotidianità grazie a strategie individuali e dalle tempistiche più o meno ottimali. Fronteggiare le prove cui l’ambiente ci sottopone sarebbe impossibile se le cosiddette funzioni cognitive non fossero costantemente reclutate dal nostro sistema nervoso centrale: effetto di un processo neurobiologico soggiacente ed influenzate dai significati che ogni evento quotidiano riveste per ciascuno, l’essere umano grazie ad esse possiede tutti gli strumenti necessari per condurre una vita socio-familiare e lavorativa adeguata alle richieste della realtà.

Le funzioni cognitive rappresentano il frutto dell’attivazione congiunta di aree del nostro cervello che, contemporaneamente allo svolgimento di un compito, sono chiamate in causa per adempiere efficacemente alla richiesta volta ad uno specifico scopo.

Esse possono essere riepilogate in:

  • Attenzione

  • Memoria

  • Linguaggio

  • Programmazione motoria

  • Percezione e riconoscimento degli oggetti

  • Abilità visuo-spaziali

Generalmente non si è soliti riflettere sulla porzione di attenzione che utilizziamo per guidare una macchina, guardare la televisione o sul processo che intercorre quando si è coinvolti nella pianificazione di un’azione semplice o complessa come apparecchiare la tavola o scegliere sensatamente i vestiti da indossare; una delle proprietà possedute dalle funzioni cognitive, infatti, è proprio questo costante coinvolgimento del quale diveniamo consapevoli attraverso un ragionamento volontario o, peggio, quando un ingranaggio del meccanismo si arresta.

In seguito ad un evento patologico che ha interessato il normale funzionamento del cervello, infatti, è frequente che il soggetto stesso ed i familiari avvertano, in fase di reinserimento in ambiente domestico, un cambiamento di ordine comportamentale, senza riuscire però a rilevarne le fondamenta. Si tratta, in questo caso, di un processo complesso che necessita dell’intervento di un’équipe multidimensionale in grado di esaminare quali funzioni cerebrali siano rimaste danneggiate e studiare un piano d’azione per ottimizzare l’impiego efficace di quelle residue.

Ciò che è certo in questo scenario dai tratti spesso indefiniti è che, attraverso interventi mirati, è possibile fare perno sulle stesse funzioni cognitive (siano esse integre o implicate nel processo patologico) per ottenere essenzialmente una variazione ottimale del modo di interagire con il proprio ambiente e che, puntando al Benessere in una panoramica globale, si traduce in graduale miglioramento della qualità di vita del sistema paziente – famiglia.

PERCHÉ RIVOLGERSI ALLA NEUROPSICOLOGIA

La Neuropsicologia può essere considerata come la scienza che studia l’espressione comportamentale quale riflesso del funzionamento cognitivo di ciascuno.

A partire dalla base neurobiologica costituita dalle cellule del cervello e le loro connessioni, ogni soggetto manifesta una particolare modalità di interazione con l’ambiente circostante in termini di comunicazione, comprensione, attivazione di competenze che chiamano in causa la memoria, l’attenzione e l’abilità di pianificare attività semplici o complesse.

Qualora in un soggetto si verificasse un improvviso o graduale malfunzionamento del sistema nervoso centrale, ecco che anche l’interazione con l’ambiente esterno, la comprensione dello stesso e la relazione con i propri cari subisce un profondo mutamento: è a questo punto del percorso (e in questo contesto) che la Neuropsicologia entra in gioco e, grazie ai suoi strumenti standardizzati di valutazione, consente allo psicologo dell’area neuropsicologica di fotografare quale sia il funzionamento del soggetto interessato in uno specifico momento della sua storia di vita.

Grazie agli approfondimenti delle ricerche neuroscientifiche in merito al concetto di plasticità neuronale è possibile avvalersi di tale proprietà del cervello per modellare insieme al paziente un’azione di intervento pensata sulla sua specifica situazione al fine di sollecitare la creazione di nuove connessioni neurali (denominate in termini tecnici sinaptogenesi) e potenziare quelle preesistenti.

Concretamente, il piano di lavoro congiunto basato sul concetto di plasticità neuronale si articola in modo tale da favorire la riabilitazione del paziente, ottimizzare la gestione della realtà ambientale e relazionale in cui è inserito e beneficiare, insieme al caregiver, della possibilità di cooperare in una direzione comune di crescita e conoscenza.

 

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