DISGRAFIA e NEUROPSICOMOTRICITA’

D.SSA GIULIA DE LUCA NEUROPSICOMOTRICISTA

La disgrafia è un disturbo evolutivo della scrittura che si manifesta nel bambino come difficoltà a scrivere in modo leggibile, lineare e rispettoso delle regole della grafia. I principali parametri compromessi sono la velocità, la leggibilità e la qualità della grafia. Il gesto grafomotorio, per risultare funzionale, necessita della buona collaborazione tra numerose sottoabilità neuropsicomotorie, tra cui: motricità globale, motricità fine, abilità visuopercettive, visuospaziali e dominanza neurologica e manuale. Scrivere, a differenza di ciò che comunemente si pensa, non è poi un’attività così semplice e scontata!!! E’ sufficiente che una delle abilità sopracitate sia carente per comprometterne il risultato! Anche la postura che viene assunta dal bambino e la prensione dello strumento grafico sono elementi fondamentali per garantire un gesto grafomotorio fluido ed armonico. Dunque quali sono i principali segnali di allarme a cui prestare attenzione? In età prescolare questi coincidono prevalentemente con difficoltà nella motricità globale, nelle prassie della vita quotidiana (vestizione e svestizione, allacciare le scarpe), difficoltà nelle attività manuali, e talvolta approccio negativo allo sport. In età scolare i principali segnali di allarme sono rappresentati da dolori all’arto superiore durante i compiti di scrittura (soprattutto se prolungati nel tempo), sudorazione delle mani, crampi e lentezza esecutiva. La diagnosi ed il trattamento della disgrafia spettano ad un’equipe multidisciplinare specializzata composta dal neuropsicomotricista, logopedista, neuropsichiatra infantile, psicologo, ed ortottista. La valutazione neuropsicomotoria precoce può aiutare il bambino ad affrontare le proprie difficoltà prima che il gesto grafomotorio scorretto venga automatizzato, e soprattutto prima che la disgrafia comprometta gli apprendimenti scolastici.