COSA SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO E PERCHE’ E’ IMPORTANTE RICONOSCERLI PRECOCEMENTE?

D.SSA FEDERICA PROT PSICOLOGA ESPERTA IN DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO

Disturbi SPECIFICI dell'apprendimento

Disturbi dell’apprendimento

In questi ultimi anni si è sviluppato, in modo sempre più rapido, il tema dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento scolastico (DSA), sia sul piano della ricerca di base, sia sul piano del lavoro clinico. La rilevanza e l’attenzione riservate all’argomento sono dovute principalmente alla prevalenza dei DSA e alle conseguenze che determinano a livello individuale, traducendosi spesso in un abbassamento del livello scolastico conseguito e una conseguente riduzione della realizzazione delle proprie potenzialità sociali e lavorative. Nello specifico, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il DSA come un disturbo, che interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, ortografia, grafia e calcolo), in modo significativo ma circoscritto, il quale è presumibilmente dovuto a disfunzioni del sistema nervoso centrale e si presenta in assenza di deficit intellettivi, neurologici e sensoriali ed in adeguate condizioni socioculturali. Si tratta, pertanto, di fragilità nei processi psicologici sottesi a competenze basilari per l’apprendimento e per la vita quotidiana, le quali possono interferire anche su competenze di livello superiore, come l’organizzazione mentale e il ragionamento astratto. Le problematiche relative agli apprendimenti si manifestano soprattutto nei primi anni della scuola primaria, quando i bambini iniziano il loro percorso di alfabetizzazione, sebbene già a partire dalla scuola dell’infanzia sia possibile osservare dei precursori, i quali, se correttamente individuati e trattati in modo tempestivo, possono facilitare l’ingresso del bambino nel nuovo ambiente e prepararlo all’acquisizione formale della lettura, della scrittura e del calcolo. A scuola, gli studenti con difficoltà o disturbi dell’apprendimento possono avere percorsi diversi a seconda di come vengono accolti, riconosciuti, educati, formati e valorizzati: il disturbo o, prima degli 8 anni, la difficoltà che li caratterizza in un determinato contesto, sufficientemente comprensivo, accogliente, educativo, supportivo e contenitivo, può migliorare e consentire il normale iter scolastico, con il raggiungimento degli obiettivi standard previsti per qual livello di scolarità, oppure, in ambienti più sfavorevoli permane inalterato e, accanto a difficoltà negli apprendimenti, possono insorgere, in un secondo momento, problemi di motivazione, relazione e comportamento, che aggravano la situazione scolastica e, in alcuni casi, precludono la prosecuzione degli studi. Pertanto, quando ci si avvicina al tema delle difficoltà e dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento Scolastico, sia in ottica diagnostica e riabilitativa, ma ancor prima di prevenzione, il concetto di “tempestività” assume una grandissima importanza. La precocità del riconoscimento di tali problematiche influisce, infatti, positivamente sulla loro evoluzione, poiché rende possibile l’attuazione di specifici percorsi riabilitativi e di potenziamento in grado di ridurne le conseguenze disadattive per il bambino, ma anche per la famiglia e gli insegnanti che quotidianamente vivono il problema. In quest’ottica, per facilitare la buona riuscita dell’intervento, risulta importante rivolgere l’attenzione non soltanto al bambino stesso, con le sue peculiarità apprenditive, ma tenere anche in considerazione il contesto nel quale egli vive, inteso come ambiente socio-culturale, clima familiare e qualità dell’istruzione. La precocità dell’intervento mira, inoltre, a prevenire la comparsa e il consolidamento di strategie e meccanismi errati, inefficaci e poco economici e a limitare i danni relativi alla frustrazione derivante dall’insuccesso, quali il disadattamento e la perdita di motivazione dell’apprendimento. Nella maggior parte dei casi, un intervento immediato e specifico permette al bambino di affrontare il percorso scolastico in modo positivo, acquisendo le competenze richieste in relazione all’età e alla classe frequentata.

Dott.ssa Federica Prot

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