Dietro uno “scarabocchio” tutti i segreti della psiche umana: un libro ci insegna a decifrarli

Si presenta oggi ad Alba il saggio della grafologa torinese Marisa Paschero. Un viaggio dentro la simbologia dei disegni casuali, alla scoperta delle personalità più misteriose

Della vostra fidanzata ancora non riuscite a capire certi lati indecifrabili? Non vedete l’ora di scoprire la vera indole del collega seduto di fronte a voi in ufficio? Vorreste farvi un’idea di che tipo sia la signorina che vi sta a fianco nello scompartimento del treno?

 

Tranquilli, la vostra curiosità potrà essere appagata. Come? Basterà andare a caccia di un qualsiasi «scarabocchio» vergato sulla carta dai misteriosi soggetti in questione. Uno schizzo, una figurina stilizzata, un triangolo, un labirinto, una spirale, un pescetto o una stella. Non importa quanto apprezzabile sia il risultato estetico di quel che vedrete su quel foglio. Ciò che conta è che dietro ad ognuno di quei tratti c’è un mondo intero, la parte più profonda, nascosta e misteriosa di colui o colei che vorreste imparare a conoscere.

 

 

Lo «scarabocchio», parola che deriva dal greco «skarabos», ovvero piccola macchia di inchiostro, dice tanto di noi: è un disegno parlante che racconta un pezzo del nostro inconscio, dei nostri ricordi, dei desideri e anche dei traumi.

Inventato di volta in volta, o reiterato senza soluzione di continuità, è una sorta di sfogo creativo, spesso con effetti distensivi sul nostro stato d’animo tanto che Jung era solito consigliarlo ai propri pazienti come attività rilassante per combattere l’insonnia.

 

 

Già è stato detto e scritto di questa originale e quasi primitiva manifestazione della psiche umana, ma da oggi esiste un libro, un manuale estremamente dettagliato e approfondito, quasi un vocabolario, da tenere a potata di mano e da consultare per decodificare, attraverso la vista, ciò che lo spirito non riesce a comunicare all’udito.

 

 

Il titolo è «Lo Scarabocchio – Il tratto di unione fra noi e il nostro inconscio» e l’autrice è Marisa Paschero, grafologa specializzata nel linguaggio dei simboli e in tecnica peritale, vale a dire nell’interpretazione della scrittura (anche in sedi giudiziarie) per verificare identità di persone o autenticità di documenti.

 

Edito da Amrita Edizioni, questo secondo saggio della studiosa torinese, già artefice di «Grafologa e Grafoterapia» pubblicato nel 2013 da Edizioni Mediterranee, analizza con logica scrupolosa, tutti i possibili risvolti dei «disegni casuali», indicandone le molteplici tipologie e spiegandone modalità e benefici. Dai tratti decorativi a quelli figurativi; dallo schizzo totalmente astratto a quello geometrico; dal segno curvilineo a quello spigoloso o ripetuto all’infinito.

Potremmo dire che ogni «scarabocchio» racchiude in sé una parte casuale, in quanto privo di una oggettiva finalità, ed una parte volontaria, legata cioè alla spinta del nostro inconscio a comunicare qualcosa di sé, senza però rischiare di essere definitivamente smascherato.

 

 

 

 

Il volume realizzato da Marisa Paschero, è ricchissimo di illustrazioni , grazie alle quali il lettore potrà comprendere meglio la descrizione del disegno preso in esame e rintracciare con facilità i segni indicativi di questo o quel tratto dell’inconscio.

 

Sarà anche possibile scoprire i segreti della personalità di personaggi celebri. Magari indagando la ripetizione ossessiva di motivi floreali tipica della Bardot, della Vanoni, e del grande Marcel Marceau.

Oppure riflettendo sugli splendidi schizzi di Leonardo da Vinci ispirati agli uccelli e legati di certo agli studi sul volo che tanto lo affascinavano.

E ancora inoltrandosi nei meandri della psiche di un genio quale Arthur Rimbaud che sui fogli richiamava all’infinito sentieri a zig-zag che forse avrebbe voluto percorrere per giungere chissà dove.

 

Intelligente e praticissima la scelta dell’autrice di compilare a fine saggio un «indice degli “scarabocchiatori”». Il lettore potrà così scegliere senza fatica il personaggio che più lo incuriosisce e cercare rapidamente la pagina dei disegni che lo riguardano. Con la medesima logica è stato realizzato un elenco i tutti i tipi di disegni, nel caso l’interesse fosse indirizzato in particolare alla simbologia.