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ESAME DELL’UDITO GRATIS

NELLA GIORNATA CONTRO LA

SORDITA’

11 LUGLIO 2017

ORL VIGONE

DALLE ORE 15,30

ALLE ORE 18,00

LO STUDIO SAN LAZZARO MEDICA METTE A DISPOSIZIONE QUESTO SERVIZIO CON LA COLLABORAZIONE DEL CENTRO ACUSTICO ITALIANO

E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE  TEL 0121/030435

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Poliambulatorio Medico-Odontoiatrico San Lazzaro Medica

Via Ettore Bignone 38/A
Provincia di Torino
Pinerolo, Torino 10064
Italia
Telefono: 0121030435
Email: sanlazzaromedica@libero.it

Serviamo pazienti del Pinerolese, Saluzzese e Torinese

TDCS stimolazione elettrica transcranica a corrente continua – Attivazione a settembre del servizio

TDCS stimolazione elettrica transcranica a corrente continua

stimolazione elettrica transcranica pinerolo

A partire dal mese di settembre, sarà attivato il servizio di stimolazione elettrica transcranica a corrente continua sotto la supervisione del Dr Enrico Cavallo Medico Neurologo e della Dr.ssa Elena Peila ricercatrice  presso il dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino.

Ambiti di applicazione in neurologia:

Neuroriabilitazione motoria

Neruroriabilitazione delle afasie e di problemi della deglutizione

Neuroriabilitazione di deficit cognitivi da ictus, demenze e traumi cranici

Ambiti di appplicazione in psichiatria:

Terapia della depressione

Terapia dello ludopatia

Terapia della dipendenza da cocaina

Ambiti di applicazione nello sport:

potenziamento skills nella pratica sportiva agonistica

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serviamo pazienti del Pinerolese, del Torinese e del Cuneese

 

DIETA CHETOGENICA AMINOACIDICA per i chili resistenti al dimagrimento tradizionale

LA DIETA AMINOACIDICA CHETOGENICA

E’ UN PROGRAMMA URTO SPECIFICO PER I CHILI RESISTENTI AL DIMAGRIMENTO

E’ DEFINITA COME “LIPOSUZIONE ALIMENTARE” PERCHE’ PERMETTE DI OTTENERE UNA NUOVA SILHOETTE GIA’ IN SOLI 12 GIORNI

SENZA GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA CHIRURGIA ESTETICA

GARANTISCE UN DIMAGRIMENTO REALE e DURATURO

Di che cosa si tratta

dieta torino aminoacidi

La LIPOSUZIONE ALIMENTARE è un programma molto intenso ed efficace che permette di ritrovare o migliorare sensibilmente la tua forma fisica nel rispetto della biochimica metabolica del tuo organismo.

Rappresenta una alternativa valida per perseguire un dimagrimento più rapido rispetto a quello evocato con la dietoterapia tradizionale (dieta ipocalorica classica) ed è perfetto per chi desidera modellare la silhouette a livello dei propri punti critici colpiti da adiposità localizzate e cellulite (propriamente pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica) vedendosi subito più snella e leggera.

Come funziona

IL PROGRAMMA:

– prima visita nutrizionale con BIA

– spiegazione accurata del programma di LIPOSUZIONE ALIMENTARE

– consegna del piano di dieta da 10 gg

– visita di controllo al termine del programma

Risultato

  • Perdita dal 6 all’8% del peso attuale (dai 3 – 4 kg in su);

  • Netto miglioramento dell’aspetto del tessuto di cosce, fianchi e glutei

Costi

I costi del trattamento sono variabili e dipendono dall’entità del sovrappeso e dal tipo di struttura corporea (da 135 euro).

Info e prenotazioni

Dr.ssa Serena Garifo – DIETISTA NUTRIZIONISTA presso il poliambulatorio San Lazzaro Medica Via Bignone 38/A Pinerolo

serena.garifo@gmail.com347 2587763             0121/030435

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Autismo: tutte le forze concentrate su diagnosi precoce e aiuto alle famiglie

Oggi Giornata mondiale dedicata alla malattia con iniziative e monumenti illuminati nel mondo

Anche la Mole di Torino verrà illuminata in occasione della Giornata per l’Autismo

FABIO DI TODARO

Trovare un marcatore che sia in grado di agevolare una diagnosi precoce. E ampliare la gamma delle opzioni terapeutiche. Sono queste le priorità che s’è data la comunità scientifica nella lotta all’autismo, malattia di cui oggi 2 aprilesi celebra la giornata mondiale della consapevolezza e che in Italia riguarda da vicino circa mezzo milione di famiglie (un dato cresciuto di dieci volte negli ultimi quarant’anni).

 

Non esistendo una cura per quella che in realtà è una malattia eterogenea, da qui la definizione di disturbi dello spettro autistico, i ricercatori e i clinici sono al lavoro per rendere quanto meno inficiante possibile la convivenza. Novità acquisite in ambito clinico non ce ne sono, ma la partita è in pieno svolgimento.

 

A CACCIA DI MARCATORI NEL SANGUE

Quanto all’ipotesi di individuare un marcatore nel sangue, la ricerca prosegue ad ampio spettro. L’ultimo riscontro giunge da uno studio pubblicato sulla rivista «Plos Computational Biology». Altamente specifico s’è rivelato il dosaggio di diversi metaboliti, la cui concentrazione nel sangue da tempo viene considerata alterata nei bambini affetti dai disturbi dello spettro autistico.

 

In effetti la correlazione tra l’alterazione dell’algoritmo che ha preso in esame 24 potenziali marcatori e il fenotipo dell’autismo è stata riscontrata nel 95 per cento dei casi. Nello specifico, queste molecole altererebbero due specifiche vie cellulari: il ciclo della metionina (coinvolto nella metilazione del Dna) e la via della transulfurazione (il cui prodotto finale contribuisce a ridurre lo stress ossidativo delle cellule).

 

I risultati, però, non autorizzano a cantare vittoria. Il meccanismo alla base dell’insorgenza dell’autismo appare tra i più complessi, la diagnosi clinica avviene sulla base di alcuni test somministrati dal neuropsichiatra infantile (anche ai genitori) e si è ancora lontani dal poter affermare che un semplice prelievo di sangue sarà sufficiente a effettuare una diagnosi corretta.

 

Una delle poche certezze riguarda il presunto legame coi vaccini: inesistente, oltre che frutto di una frode scientifica .

 

TRATTAMENTO: SE IL SOSTEGNO PASSA ANCHE DAI GENITORI

In evoluzione è anche il filone dei possibili trattamenti, che oggi chiamano in causa anche le famiglie. Come detto, non c’è una cura che consenta di guarire dall’autismo. Ma esistono trattamenti riabilitativi che migliorano significativamente la sintomatologia e la qualità di vita. Uno di questi è il «parent training», che consiste in due tipologia di intervento: il sostegno genitoriale e la terapia mediata dai genitori.

 

Nel primo caso il bambino non partecipa agli incontri tra genitori e terapeuta. Lo scopo principale è il sostegno emotivo ai genitori e il trasferimento di informazioni utili.

 

Nel secondo – il percorso dura sei mesi: si inizia con una seduta e settimana e si finisce con una cadenza mensile – il trattamento è esteso a tutta la famiglia. «Oggi si sa che gli interventi di sostegno genitoriale aiutano i genitori, ma non ci sono prove che aiutino anche il bambino – spiega Stefano Vicari, responsabile dell’unità di neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma -. Per quanto riguarda la terapia mediata, invece, iniziano a esserci dati in letteratura scientifica che ne attestano l’efficacia non solo sui genitori, ma soprattutto sul paziente».

 

INIZIATIVE IN TUTTA ITALIA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE

Sono diverse le iniziative in programma lungo la Penisola per celebrare la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo. Volontari nelle piazze, monumenti illuminati di blu e tante iniziative di divulgazione: anche nelle scuole. Così l’Italia si prepara a celebrare l’appuntamento.

 

Idem accadrà nel resto del mondo: ad accendersi saranno anche l’Empire State Building di New York e il Cristo Redentore di Rio de Janeiro.

 

LA RASSEGNA «CINEMAUTISMO» A TORINO

Confermato a Torino l’appuntamento con «Cinemautismo», la rassegna cinematografica italiana dedicata all’autismo e alla sindrome di Asperger. Al pubblico verrà presentato in anteprima nazionale il film americano «Jane Wants a Boyfriend» del regista William Sullivan, commedia con protagonista una giovane ragazza con sindrome di Asperger alla ricerca dell’amore.

Twitter @fabioditodaro

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Al via la settimana del cervello, in calo i casi di ictus

Tratto da Repubblica

Avere una malattia neurologica non è una condanna. I passi avanti della neurologia protagonisti della Settimana mondiale del cervello, al via oggi in tutta Italia

di LETIZIA GABAGLIO

Al via la settimana del cervello, in calo i casi di ictus san lazzaro medica pinerolo

UNA SETTIMANA di incontri, eventi, workshop, mostre e conferenze. Promossi a livello internazionale dalla European Dana Alliance for the Brain, in Italia come nel mondo, i prossimi sette giorni saranno dedicati al cervello e alla neurologia. Obiettivo: fare il punto sulle novità nel trattamento delle malattie neurologiche, sulla ricerca di base che vuole identificare i meccanismi alla base dei disturbi, sugli avanzamenti nel campo della diagnosi, sugli stili di vita che aiutano a mantenere il cervello in forma. “Dobbiamo far capire ai cittadini che c’è sempre qualcosa da fare per trattare o migliorare le condizioni di chi soffre di malattie neurologiche, e soprattutto per prevenirle”, ha affermato Leandro Provinciali, presidente della Società Italiana di Neurologia, presentando la Settimana. “E’ finito il tempo in cui ricevere una diagnosi di questo tipo equivaleva sempre a una condanna. La ricerca e la farmacologia hanno fatto passi avanti importanti, di cui tutti devono essere a conoscenza”.

In calo i casi di ictus. Nonostante l’invecchiamento della popolazione, negli ultimi vent’anni l’incidenza di primi episodi di ictus è diminuita del 29%, sia per ictus ischemici sia per ictus emorragici. La riduzione dell’incidenza interessa in particolare gli ictus disabilitanti e fatali: oggi sono 930.000 coloro che riportano effetti invalidanti a causa di questa patologia e 120.000 i nuovi casi ogni anno. “Un successo dovuto all’aumento e al miglioramento delle strategie preventive, a un miglior controllo dei fattori di rischio vascolare e al ruolo della chirurgia vascolare, anche per il considerevole numero di interventi chirurgici eseguiti per stenosi della carotide”, ha sottolineato Elio Agostoni, direttore Dipartimento di Neuroscienze, direttore S.C. Neurologia e Stroke Unit – ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. A fare la differenza sono gli interventi più tempestivi ed efficaci, ma anche una maggiore attenzione agli stili di vita: la prevenzione peraltro è tanto più efficace quanto prima si inizia a vivere in maniera salutare e si effettuano esami e visite periodiche di controllo.

Attenzione ai giovani. È vero, molte delle malattie neurologiche più diffuse, come le demenze, colpiscono maggiormente con l’avanzare dell’età, ma esistono molte patologie che interessano il cervello che possono avere il loro esordio in età giovanile: alcune malattie muscolari, malattie infettive e infiammatorie, alcuni tumori, l’epilessia, le cefalee, malattie degenerative o immunomediate del sistema nervoso periferico, malattie metaboliche e malattie autoimmuni come la sclerosi multipla. È quindi importante non sottovalutare eventuali sintomi neurologici anche nei giovani e consultare il medico di riferimento, cioè il neurologo: la Sin ha stimato che questo non avviene nel 60% dei casi, ritardando quindi una corretta diagnosi.

Traumi, alcol e marijuana. A mettere in pericolo i giovani sono però soprattutto i traumi, su cui bisogna agire in termini di prevenzione, e l’uso di sostanze di abuso, come alcol e marijuana. I traumi, infatti, anche se lievi possono causare danni diffusi a livello del sistema nervoso centrale, che può manifestarsi anche successivamente con disturbi cognitivi di una certa rilevanza. “Sul fronte delle sostanze d’abuso, invece, numerosi studi hanno valutato l’effetto a distanza di alcool e marijuana, utilizzando tecniche neuropsicologiche e anche esami come la risonanza magnetica che hanno valutato il danno funzionale e strutturale del sistema nervoso”, ha spiegato Gianluigi Mancardi, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Genova. “E’ stato dimostrato che il cronico abuso di queste sostanze determina un calo della memoria verbale, delle funzioni visuo-spaziali, della memoria di lavoro, dell’attenzione e della concentrazione, con un conseguente abbassamento globale delle funzioni cognitive”. Allucinogeni, ectasy o cocaina, invece, sono meno comuni ma particolarmente dannose per il cervello.

Neuromodulazione per tornare a muoversi. Parkinson ma non solo. Sono diversi i disturbi neurologici che comportano problemi di movimento: si tratta di pazienti che non si muovono o che lo fanno in maniera incontrollata. Numerosi le innovazioni terapeutiche che permettono oggi, anche a pazienti in fase avanzata di malattia, di migliorare il controllo dei sintomi e delle fluttuazioni motorie, riacquistando una qualità di vita accettabile. “Recentemente è entrata nella pratica clinica un’importante terapia interventistica per i pazienti parkinsoniani in fase avanzata, ovvero l’infusione intestinale continua di levodopa, che ottimizza la somministrazione del farmaco e i suoi effetti”, ha spiegato Leonardo Lopiano, Ordinario di Neurologia – Università di Torino Direttore SC Neurologia 2U A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino. “ Allo stesso tempo sono già in uso, oppure sono imminenti, nuovi farmaci: inibitori enzimatici in grado aumentare la concentrazione di dopamina nel sistema nervoso centrale, nuove formulazioni di levodopa – per via inalatoria o sottocutanea – e farmaci per il trattamento delle ipercinesia”. A fianco di farmaci e chirurgia si fa sempre più strada la neuroriabilitazione, trattamenti riabilitativi specifici che permettono un miglioramento dei sintomi motori e della qualità di vita. Riabilitazione che può avvenire anche in remoto, grazie all’uso della realtà virtuale.

Demenze, l’epidemia silenziosa va prevenuta. “Negli ultimi 20 anni, grazie a genetica e biologia molecolare, siamo riusciti a capire quali sono i processi che scatenano le malattie neurologiche e sappiamo che alla base di ogni malattia c’è l’azione di una proteina che si accumula, o non riesce a essere smaltita, e quindi comincia a fare danni”, ha spiegato Carlo Ferrarese, direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano dell’Università di Milano-Bicocca, direttore Clinica Neurologia, Ospedale San Gerardo di Monza. Nel caso dell’Alzheimer la sostanza killer è la beta-amiloide, capace di accumularsi anche per 10 anni senza causare sintomi. Risultato: quando arriva la diagnosi la perdita dei circuiti neuronali è già così rilevante che si riesce a fare poco. La diagnosi precoce è quindi fondamentale se si vuole arrestare questa epidemia silenziosa, che solo in Italia interessa circa 1 milione di persone colpite da demenza. Anche perché i farmaci allo studio – che agiscono contro la proteina incriminata e i suoi accumuli – nelle forme più avanzate di malattia non hanno sortito effetti: ora si cerca quindi di individuare grazie ad alcuni esami pazienti in fase molto precoce per capire se, in questi, i farmaci funzionano. “Ma non dobbiamo dimenticare che anche nel caso dell’Alzheimer possiamo prevenire modificando gli stili di vita: fumo, sedentarietà colesterolo alto, pressione alta sono fattori di rischio per lo sviluppo della malattia perché diminuiscono lo smaltimento dell’amiloide”, ha concluso Ferrarese.

Non tutti i sonni sono buoni. Il beneficio di una buona notte di sonno è chiaro a tutti, ma non tutti riescono a riposare al meglio. Un sintomo da non sottovalutare perché alcuni disturbi del sonno possono essere un campanello d’allarme del possibile sviluppo di una patologia neurodegenerativa. Per esempio l’eccessiva sonnolenza diurna può manifestarsi alcuni anni prima della comparsa di una malattia di Parkinson; oppure una durata del sonno notturno superiore a nove ore è associata a un rischio maggiore di sviluppare una qualsiasi forma di demenza. D’altra parte anche dormire poco non va bene, perché la privazione di sonno accelera l’aggregazione di beta-amiloide, che sono caratteristiche della malattia di Alzheimer. Non solo, bisognerebbe anche dormire bene, profondamente, perché esistono degli studi che dimostrano che è nelle nelle fasi di sonno profondo che l’organismo elimina la proteina amiloide.

“Ma anche quando la malattia si è presentata il sonno può continuare a essere disturbato, sia per la malattia in sé sia a causa dei farmaci”, ha affermato Luigi Ferini Strambi, ordinario di Neurologia, Università Vita – Salute San Raffaele e direttore del Centro di Meidcina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele di Milano. “Per esempio oltre il 50% dei pazienti con ictus cerebrale si osserva il fenomeno delle apnee notturne. L’identificazione e il trattamento dello specifico disturbo del sonno comporta non solo un miglioramento della qualità della vita, ma anche un migliore esito a breve e a lungo termine”.

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Serviamo pazienti del Pinerolese, Saluzzese e Torinese

NYC Neuromodulation 2017

During January 13-15th 2017, New York was home to the third NYC Neuromodulation conference focused on technology and mechanisms for brain stimulation in areas that include transcranial direct current stimulation (tDCS), transcranial alternating current stimulation (tACS), transcranial magnetic stimulation (TMS), electroconvulsive therapy (ECT), deep brain stimulation (DBS), and other emerging areas. The conference took place at the Great Hall of the Shepard Hall building at the gorgeous campus of the City University of New York.

 

Shepard building

Great Hall

Captura de pantalla 2017-02-13 a las 16.24.33

Shepard building

 

This year, the conference included practical sessions, poster sessions, panels for discussion and research talks. With this structure, the organizers managed to create an interactive environment with strong interdisciplinary discussions among attendees and speakers. Just to name a few of them, Miguel Alonso from Harvard University talked about prospective of tDCS for obesity; Mar Cortes, from Burke Hospital, presented new applications of tDCS for rehabilitation of spinal cord injured patients; Vince Clark, from University of New Mexico, talked about fMRI Guided tDCS; Michael Nitsche, from University of Göttingen, discussed the variability of tDCS effects; Anli Liu, from New York University, and Alexander Opitz, from Nathan Kline Institute, talked about tDCS model validation in human and non-human primates; and David Putrino, from Burke Hospital, presented the results of a tDCS/EEG study in which Neuroelectrics also contributed[1]. While there is not enough space in this blog to mention every relevant contribution to the conference, we would like to refer you to the program of the conference, where you will be able to find the complete list of speakers.

Given the increased media, public, and commercial interest in personal non-invasive brain stimulation, the conference also included different panels to discus emerging “consumer” technologies and their scientific and regulatory frameworks. The off-label use of new clinical protocols was also discussed from the scientific, medical and regulatory perspectives. The conference also focused on timely and novel targets of neuromodulation including glia, as well as new waveforms including high-rate (10 kHz) stimulation.

This year, Neuroelectrics’ research team contributed in the poster session with three posters (you can find the full abstracts and proceedings at the conference website):

  • Poster 1: Marta Castellano, David Ibanez-Soria, Javier Acedo, Eleni Kroupi, Xenia Martinez, Aureli Soria-Frisch, Josep Valls-Sole, Ajay Verma, Giulio Ruffini. “tACS bursts slows your perception: increased RT in a speed of change detection task”.
  • Poster 2: Ricardo Salvador, Jaume Banus, Oscar Ripolles, D. B. Fischer, Micahel D. Fox, Giulio Ruffini. “Intersubject variability effects on montages used to target the motor cortex in tDCS”.
  • Poster 3: Laura Dubreuil-Vall, Peggy Chau, Alik Widge, Giulio Ruffini, Joan Camprodon. “Electrophysiological mechanisms of tDCS modulation of executive functions”.

 

Captura de pantalla 2017-02-13 a las 16.31.34

 

Neuroelectrics team also showcased our latest products, Starstim 32 channels and NIC 2.0, in our new booth with renovated colors and corporate image:

 

Neuroelectrics' booth

Neuroelectrics’ booth

 

Last but not least, we also enjoyed New York’s stunning sunrises and experienced the city’s nightlife at the social activities organized as part of the conference. Neuroelectrics’ team was invited to attend the speaker dinner at the Red Rooster restaurant, which holds one of New York’s best kept secrets: the Ginny’s Supper Club downstairs, in which we enjoyed chef Marcus Samuelsson’s cuisine and jazz live music in a space that transported us back in time.

 

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