La paura dei ragni? Nasce insieme alla persona

I ragni e i serpenti provocano ribrezzo nella maggior parte delle persone: secondo uno studio recente tale fobia è innata, nel senso che coinvolge persino i neonati a 6 mesi. Già nella letteratura per ragazzi, in effetti, troviamo come la paura per i ragni possa interessare perfino i protagonisti più coraggiosi: basti pensare al miglior amico di Harry Potter pronto a qualsiasi cosa, ma letteralmente terrorizzato dai ragni, più o meno mostruosi, che popolano Hogwarts.

 

La dottoressa Simonetta Raisi , UOC di Psicologia Clinica del Polo Ospedaliero San Carlo spiega: «Per quanto riguarda le fobie, definibili come un’esagerazione della sensazione di paura, le stime più verosimili indicano un’incidenza pari al 6-9% nella popolazione adulta, del 5% nei bambini e del 16% negli adolescenti dai 13 ai 17 anni. Nelle donne è molto più comune che negli uomini con un rapporto di circa 2/1. Per quanto riguarda l’aracnofobia- continua la dottoressa Raisi- terrorizza in effetti un numero spropositato di persone e produce sensazioni di paura agghiacciante, persistente e ingiustificata, tanto da poter persino diventare un’ossessione incontrollabile responsabile di veri e propri attacchi di panico».

 

Lo studio

I ricercatori del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Science e della Uppsala University hanno pubblicato le loro osservazioni sulla rivista Frontiers in Psychology. Bambini di 6 mesi in braccio ai loro genitori hanno visionato immagini di ragni e fiori o di serpenti e pesci. Grazie a una tecnica strumentale i ricercatori hanno visto che le pupille dei piccoli si dilatavano soprattutto quando vedevano ragni e serpenti; già a quest’età, dunque, il cervello identifica questi esseri come pericolosi.

 

Paura e fobia in cosa differiscono?

La fobia, dunque, è un’esagerazione della paura e a questo proposito la dottoressa Raisi puntualizza: «La paura è sicuramente una brutta sensazione che però, da secoli, aiuta tutti gli esseri umani a fronteggiare i pericoli. Le fobie, invece, non sono scatenate da un pericolo reale e imminente, ma da un pericolo ipotetico che si teme: è da incoscienti non aver paura di un branco di dobermann che ringhiano, ma diventa una fobia cambiare marciapiede per non incrociare un barboncino portato al guinzaglio!».

 

Secondo il Child ANXIETY Network sono da considerarsi paure del tutto normali e destinate a sparire con l’età, nella fascia di età 0-2 anni il timore dei rumori forti, la separazione dai genitori, così come fra i 3 e i 6 anni sono del tutto normali paure nei confronti dei fantasmi, del buio, del dormire da soli.

 

Le fobie vengono solitamente raggruppate in 5 aree: fobie degli animali (le più comuni), nei confronti di elementi naturali come il mare o i temporali, di alcune situazioni come rimanere chiusi in ascensore o bloccati in un tunnel, la fobia di essere contaminati da sangue, infezioni o ferite, la fobia dei clown.

 

Terapia delle fobie

Per quanto riguarda l’approccio terapeutico alle fobie la ricerca scientifica evidenzia come il trattamento d’elezione sia rappresentato dalla terapia cognitivo comportamentale. Le fobie, in genere, sono disturbi curabili in un tempo breve e con un alto tasso di successo: dati alla mano nella maggior parte dei casi si possono osservare risultati concreti già dopo un piccolo numero di sedute.

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