NOVITA’ – A BREVE TERAPIA CON PLASMA RICCO DI PIASTRINE NEL NOSTRO CENTRO

A BREVE PRESSO IL NOSTRO CENTRO SARA’ POSSIBILE EFFETTUARE TERAPIE IN AMBITO ORTOPEDICO CON PLASMA RICCO DI PIASTRINE.

REFERENTE: DR RICCARDO MILOCCO

Medicina rigenerativa e fattori di crescita in ortopedia

Con il termine “fattore di crescita” ci si riferisce a particolari sostanze proteiche capaci di stimolare la moltiplicazione e la differenziazione delle cellule del nostro organismo. Il nostro corpo produce numerosi fattori di crescita e vista l’ipotesi che questi possano essere impiegati anche come stimolo alla guarigione tissutale, molto interesse si concentra sul loro studio e sulle potenziali applicazioni terapeutiche. Alcuni di questi fattori di crescita esplicano la loro azione in modo molto specifico su un determinato tessuto, vale a dire che sono attivi primariamente sull’osso o sui tendini o sul sistema nervoso o su altri tessuti del nostro corpo.

Tra i fattori di crescita più sperimentati  e proposti con scopi terapeutici per patologie ortopediche, il PRP è quello che risulta al momento più conosciuto. Con questa sigla ci si riferisce all’acronimo inglese Platelet-Rich Plasma, che in italiano possiamo tradurre come “Plasma Ricco di Piastrine”.

Metodica di preparazione

La preparazione del PRP consiste nel prelievo di sangue venoso autologo (ovvero del paziente stesso) che viene successivamente sottoposto ad una  duplice centrifugazione e concentrato.

Sostanzialmente, il sangue del paziente viene prelevato, raccolto e centrifugato a velocità variabili fino a che si separa in tre strati: plasma povero di piastrine (platelet poor plasma PPP), plasma ricco di piastrine (platelet rich plasma PRP), e globuli rossi (red blood cells). Di solito si usano 2 giri. La prima rotazione separa il plasma povero di piastrine (PPP) dalla frazione rossa e plasma ricco di piastrine (PRP). Il secondo giro separa la frazione rossa dal PRP. Il materiale con il più alto peso specifico (PRP) verrà depositato sul fondo della provetta. Immediatamente prima dell’applicazione, viene aggiunto un attivatore piastrinico/agonista (trombina bovina e 10 % di cloruro di calcio) per attivare la cascata della coagulazione, producendo un gel piastrinico. L’intero processo dura circa 12 minuti e produce una concentrazione piastrinica da 3 – 5 volte quella del plasma nativo.

prp preparazione

 

Le tendinopatie

Con questo termine si intendono le patologie del tessuto tendineo sia a livello dell’inserzione sull’osso sia nel corpo del tendine. Si utilizza il termine tendinite quando, nelle fasi inziali della sintomatologia, il problema è di tipo infiammatorio. Si parla invece di tendinosi quando il processo si cronicizza e si riscontra un vero e proprio danno strutturale del tendine che appare in alcune zone ingrossato e necrotico.

Tendinosi / tendinite Achillea

In questo ultimo caso il tendine perde resistenza e può andare incontro a rottura spontanea o con traumi di lieve entità.

Tra le tendinopatie croniche nelle quali è proposto l’impiego del PRP vi sono le seguenti:

-Epicondilite (“gomito del tennista”): interessa l’inserzione omerale dei muscoli estensori del polso e delle dita. Molto frequente soprattutto tra i 35 ed i 50 anni e con spiccata propensione a cronicizzarsi.

Epicondilite

Infiltrazione di prp per epicondilite

-Epitrocleite: più rara della epicondilite, si presenta nella stessa fascia di età ed interessa l’inserzione omerale dei muscoli flessori del polso e delle dita;

-Tendinopatia rotulea (jumpers’ knee o “ginocchio del saltatore” ). Frequente in alcuni sport che richiedono salti ripetuti su terreni rigidi, Spesso coesiste un appoggio sbagliato del piede, alta tendenza a cronicizzarsi.

Infiltrazione di PRP sul tendine rotuleo

-Tendinopatia Achillea.  Talora asintomatica nella fase iniziale, colpisce prevalentemente il sesso maschile ed evolve con discreta frequenza in tendinosi fino alla rottura del tendine.

-Pubalgia : Termine molto diffuso per descrivere sintomatologia inguinale nello sportivo, ma di scarso significato medico in quanto comprende una vasta gamma di patologie.

-Tendinite ischio-crurale: Interessa l’inserzione sul bacino dei muscoli ischio-crurali, situati nella porzione alta posteriore della coscia. Spesso esito di una pregressa lesione traumatica.

-Fascite plantare: infiammazione cronica della fascia plantare del piede.

Infiltrazione di PRP per tacite plantare

-Trocanterite o Borsite Trocanterica Frequente nel sesso femminile. Spesso associata a dismetria e sovrappeso. Interessa l’inserzione dei muscoli glutei sulla porzione prossimale del femore e la borsa  trocanterica che li ricopre.

La quantità di gel piastrinico viene decisa in base alle dimensioni del tendine da trattare. 3 – 5 cc per ogni infiltrazione nelle patologie del gomito mentre la maggior parte delle altre sedi anatomiche richiedono l’impiego di 6-8 cc di PRP.

Artrosi iniziale

L’artrosi è una malattia degenerativa della cartilagine articolare che riconosce una origine multifattoriale. Colpisce prevalentemente le articolazioni esposte al carico del nostro organismo e con particolare frequenza l’anca e il ginocchio. E’ caratterizzata dalla degradazione progressiva della superficie articolare con alterazione dell’osso sottostante. Ha sempre una evoluzione peggiorativa nel tempo anche se la velocità di progressione ha una grande variabilità e può essere influenzata e rallentata da un opportuno approccio terapeutico.

Il trattamento delle fasi iniziali dell’artrosi è conservativo e consiste nella fisioterapia, nell’esercizio terapeutico, il calo ponderale, l’uso di condroprotettori e/o di farmaci anti infiammatori  e la terapia infiltrativa.

artrosi fase avanzata

artrosi fase iniziale

artrosi fase intermedia

 

Quest’ultima può essere eseguita con  cortisonici che, tuttavia, pur avendo una potente azione antinfiammatoria ed analgesica, possono avere un effetto negativo sulla struttura della cartilagine residua e quindi condrolesivo.

Altri prodotti comunemente usati sono gli acidi ialuronici a differente peso molecolare sono naturalmente presenti nel liquido sinoviale  e, quando infiltrati, vanno a rimpiazzare e rinforzare i meccanismi di lubrificazione articolare. Inoltre, grazie alle proprietà viscoelastiche, gli acidi ialuronici contribuiscono a migliorate l’elasticità della cartilagine residua e ottimizzare la distribuzione del carico. Per questi motivi e per la comprovata efficacia clinica sulla riduzione del dolore, la viscosupplementazione con acido ialuronico intra-articolare è oggi il trattamento standard per le fasi iniziali dell’artrosi dell’anca e del ginocchio.

Più recentemente, ma oramai sono sul mercato da quasi un decennio, sono stati sviluppati e proposti  prodotti “biologici” con il proposito e l’ambizione di indurre ed accelerare la rigenerazione tissutale anche in ambiente articolare e quindi per la “guarigione” dell’artrosi iniziale.

Infiltrazione di PRP

L’applicazione di fattori di crescita con infiltrazioni intra articolari per artrosi iniziale dell’anca e del ginocchio attualmente hanno fornito risultati sovrapponibili a quelli ottenuti con l’acido ialuronico.