Chi dorme troppo o poco rischia l’obesità

Chi dorme troppo o poco rischia l'obesità

A sostenerlo uno studio dell’università di Seoul. Maggior rischio di sindrome metabolica per chi supera le 10 ore al giorno o riposa meno di 6.

In medio stat virtus anche quando si parla di sonno e salute. Dormire più 10 ore al giorno o meno di 6 si associa a un rischio più elevato di soffrire di sindrome metabolica, una condizione legata all’obesità sempre più diffusa a livello globale, che è tra i principali fattori di rischio per le patologie cardiache, l’ictus e il diabete. A sostenerlo uno studio dell’università di Seoul, pubblicato  su Bmc Public Health, che ha coinvolto 133.608 uomini e donne di età compresa tra 40 e 69 anni.

E’ il primo studio di questo tipo: visto che  analizza la relazione dose-risposta tra ore di sonno (riposi diurni compresi) e sindrome metabolica, anche nelle sue singole componenti o fattori di rischio (pressione alta, glicemia elevata a digiuno, trigliceridi alti, bassi livelli di HDL, eccesso di grasso addominale). E che lo fa separatamente, negli uomini e nelle donne.

I partecipanti allo studio sono stati considerati affetti da sindrome metabolica se presentavano  almeno tre dei 5 fattori su cui si basa la diagnosi e sulla base di analisi di sangue, urine, Dma e di dati fisici (peso altezza pressione..) raccolti nell’ambito del progetto HEXA (Ilprogeto HEXA è uno studio su larga scala condotto in Corea negli anni 2004-2013) gli autori  hanno concluso che  dormire  meno di sei ore, negli uomini si associa a una probabilità più alta di soffrire di  sindrome metabolica e di avere una circonferenza addominale eccessiva e nelle donne a maggiore rischio di circonferenza addominale. Invece, dormire più di dieci ore si associa a sindrome metabolica e trigliceridi alti negli uomini, nelle donne anche a circonferenza elevata, a livelli più alti sia di trigliceridi che di glicemia, a bassi livelli di colesterolo “buono” o HDL.

“Abbiamo osservato una potenziale differenza di genere tra durata del sonno e sindrome metabolica – ha dichiarato Claire E. Kim, autrice principale dello studio – con un’associazione tra sindrome metabolica e sonno prolungato nelle donne, e sindrome metabolica e sonno breve negli uomini”. Sebbene i meccanismi biologici alla base del rapporto durata del sonno e sindrome metabolica siano oggi poco chiari, i ricercatori coreani hanno fatto qualche ipotesi. Per esempio,  meno di sette ore al giorno, favorirebbe livelli anomali di alcuni ormoni legati all’aumento dell’appetito o che riducono il consumo di energia, una situazione che  potrebbe avere a che vedere con l’aumento  della circonferenza addominale e con l’obesità.