CUCINA AL MICRO-ONDE: fa bene o fa male? Serena Garifo Nutrizionista

Ecco quello che c’è da sapere!

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Non vi è alcuna dimostrazione che l’utilizzo del forno a microonde aumenti il rischio di cancro e ancor meno che il cibo scaldato con questo elettrodomestico possa essere meno nutritivo di quello cotto o riscaldato in altro modo. Parola degli esperti dell’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) che, in una nota, hanno sdoganato la falsa credenza che usare il microonde possa essere nocivo per la nostra salute.

Ma perché si è diffusa la falsa credenza che il microonde possa aumentare il rischio di ammalarsi di tumore? È probabile che il fraintendimento nasca dal termine “radiazione”, una categoria a cui anche le microonde appartengono. I raggi X sono un esempio di radiazione, ma tale è anche la luce solare. La parola evoca la radioattività prodotta dalle centrali e dalle armi nucleari, o dagli elementi naturalmente radioattivi.

Non tutte le radiazioni sono però capaci di interagire col DNA. Quelle a radiofrequenza a cui appartengono le microonde sono a bassa energia e sono di tipo non ionizzante. Hanno abbastanza energia per far vibrare gli atomi all’interno di una molecola, non abbastanza da allontanare un elettrone dal suo legame. Non sono quindi sufficientemente potenti da indurre mutazioni nel DNA. Inoltre, il cibo scaldato col microonde non è radioattivo perché non viene ionizzato: è esposto a quantità di energia insufficienti a provocare questo fenomeno. Di conseguenza anche gli alimenti cotti o scaldati con questo metodo non influiscono sul rischio di ammalarsi.

Dal punto di vista nutrizionale, è bene ricordare che il cibo cotto e scaldato è sempre più povero di nutrienti di quello crudo, perché molte vitamine e proteine si denaturano col calore: questo però vale sia per le cotture classiche sia per quelle con il microonde. Anzi, dal momento che col microonde alcuni cibi, come per esempio le verdure o il pesce, cuociono senz’acqua e in breve tempo, il valore nutrizionale di questi alimenti risulta addirittura più elevato del corrispettivo cucinato in modo più classico.

Nessun rischio legato al cancro quindi, ma è possibile un maggior rischio di contrarre infezioni o intossicazioni per via della temperatura alla quale viene portato il cibo. Un alimento che è rimasto per qualche giorno in frigo, se scaldato in pentola e portato ad ebollizione, vede ridursi drasticamente la carica batterica. Lo stesso cibo lasciato per pochi minuti nel microonde potrebbe invece conservare una carica batterica elevata, che può provocare disturbi gastrointestinali. Per questa ragione si consiglia di utilizzare questo strumento solo per cibi freschi o conservati correttamente, per un tempo limitato in frigorifero.

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