Per cuore e cervello lo sport è come un farmaco

Cittadini coinvolti nel concorso tra progetti dal titolo «La Prevenzione sCorre in Italia»
Pubblicato il 23/10/2017
Ultima modifica il 23/10/2017 alle ore 10:47
NICLA PANCIERA

Prevenire le patologie vascolari è possibile, basta compiere le giuste scelte. In Italia, le morti evitabili sarebbero davvero molte: sono infatti ben 127.000 le donne e 98.000 gli uomini muoiono ogni anno per ictus e malattie del cuore e molti di questi decessi avvengono prima dei 60 anni di età. Per non parlare dei costi sostenuti dal sistema sanitario e che sarebbero evitabili da chiare decisioni individuali, come quella di smettere di fumare o di prestare attenzione alla dieta. Se venissero a mancare tutti i casi di malattie cardio e cerebrovascolari dovute alle cattive abitudini come fumo, alcol e sedentarietà e sovrappeso, il risparmio sarebbe notevole.

 

«I fattori di rischio cardiovascolare sono moltissimi e di alcuni siamo direttamente responsabili, poiché possiamo intervenire su di essi eliminandoli o modificandoli: si tratta della pressione arteriosa alta, del fumo di tabacco, dell’alimentazione eccessiva o inadeguata, dell’eccesso di peso corporeo (sovrappeso o obesità) e della ridotta attività fisica» spiega Dario Manfellotto, Direttore Dipartimento Discipline Mediche e UOC di Medicina Interna, Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli-Isola Tiberina, Roma.

 

Secondo l’Alleanza Italiana per le malattie cardio-cerebrovascolari di recente costituzione, «le malattie cardio-cerebrovascolari sono anche in Italia uno dei più importanti problemi di sanità pubblica, sono la prima causa di morte nel mondo occidentale e hanno anche un notevole impatto in termini di disabilità».

 

Rientrano in questo gruppo di malattie le più frequenti patologie di origine arteriosclerotica, in particolare le malattie ischemiche del cuore (infarto acuto del miocardio, sindrome coronarica acuta ed angina pectoris), le malattie cerebrovascolari (ictus ischemico ed emorragico) e le arteriopatie periferiche.

 

L’attività fisica continuata e di moderata intensità è consentita a tutti quanti, anche ai pazienti in riabilitazione cardiologica, e ci permette di fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per ridurre al minimo il rischio di malattia e disabilità cardiovascolare.

 

Ma quale protezione conferisce l’attività fisica? Lo sport agisce in modo diretto sull’organismo e non solamente riducendo i fattori di rischio vascolare. «Il beneficio è spiegabile per un 40% dal miglior controllo dei fattori di rischio e per un 60% come conseguenza di benefici peculiari prodotti dall’esercizio stesso sull’apparato cardiovascolare, riconducibili alla riduzione dello stress ossidativo e a un’azione anti-infiammatoria, con un effetto protettivo nei confronti della disfunzione endoteliale, che spesso costituisce il fattore scatenante di un evento cardiovascolare acuto» illustra Stefano Urbinati, Direttore dell’UOC di Cardiologia, Ospedale Bellaria Azienda USL di Bologna.

 

«Inoltre, nuovi studi ipotizzano che possa avere effetti positivi sul metabolismo del calcio e del fosforo, sulla produzione di emoglobina, sulle fibre muscolari, sul metabolismo ossidativo del fegato, sulla circolazione periferica e sul sistema immunitario».

 

Per il cardiologo, l’attività fisica va «somministrata», come un farmaco, indicando con quali intensità e frequenza praticarla, perché ciascun individuo, sano e malato, possa trarne beneficio e non risultarne danneggiato.

 

La continuità è un concetto non abbastanza evidenziato: quando si smette di muoversi si perdono tutti i benefici vascolari e, analogamente, è necessario un certo periodo di attività prima di poter vedere dei miglioramenti nei vari parametri rilevanti. Un appello alle istituzioni e a chi gestisce il territorio è stato lanciato da Cittadinanza attiva: «Una corretta politica di prevenzione nel nostro paese richiede un ragionamento che vada al di là delle singole competenze e coinvolga tutti i settori, dalla mobilità agli spazi urbani, dall’educazione allo sport».

 

Il coinvolgimento dei cittadini è al centro dell’iniziativa «La Prevenzione sCorre in Italia», un concorso tra progetti (elencati www.laprevenzionescorre.it), proposti da Enti ospedalieri pubblici, ASL, Fondazioni e IRCCS chiamati a giocare il proprio ruolo nella prevenzione cardiovascolare. Solo alcuni progetti vedranno la luce grazie ad un finanziamento di 65mila euro per 5 progetti di Boehringer Ingelheim.

 

Anche i cittadini potranno contribuire a sostenere il progetto prescelto. In che modo? Muovendosi. Mandando cioè le foto dei chilometri percorsi a piedi o in bicicletta per trasformarli in voti.

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Poliambulatorio Medico-Odontoiatrico San Lazzaro Medica

Via Ettore Bignone 38/A
Provincia di Torino
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Telefono: 0121030435
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SERVIAMO PAZIENTI DEL PINEROLESE, SALUZZESE E TORINESE

MEDICINA DELLO SPORT: mercoledì 21 dicembre – lunedì 9 e 11 gennaio

PROSSIME DATE PER LE VISITE DI MEDICINA DELLO SPORT:

MERCOLEDI’  21 DICEMBRE DALLE 18

LUNEDI’ 9 GENNAIO DALLE 1530 SOLO NON AGONISTICHE

MERCOLEDI’ 11 GENNAIO DALLE 18

VISITE PER ATTIVITA’ AGONOSTICA: 40 €

La visita agonistica consiste in:

Visita medica

Elettrocardiogramma a riposo e sottosforzo

Esame delle urine su 12 parametri

Esame della vista

Spirometria

Misure antropometriche

VISITE PER ATTIVITA’ NON AGONISTICA 25 €

Visita medica

Elettrocardiogramma a riposo

Esame della vista

Spirometria

Misure antropometriche

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PROMOZIONE DEFIBRILLATORE + CORSO BLSD a 1850 € PER LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE

ES ESSERSANI SRL ( GRUPPO IRM)

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Per ottemperare agli obblighi del Decreto Lorenzin le Associazioni sportive Dilettantistiche devono dotarsi di un defibrillatore semi-automatico AED e seguire un corso BLSD riconosciuto.

Il gruppo ESSERSANI offre un pacchetto comprensivo di Defibrillatore più corso BLSD a

1850 €

Per informazioni rivolgersi presso la San Lazzaro Medica di Via Bignone 38/A Tel 0121/030435

 

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Defibrillatori:Le società sportive dilettantistiche hanno 30 MESI di tempo per adeguarsi

OBBLIGO DI PRESENZA DEI DEFIBRILLATORI

Le Società sportive dilettantistiche e quelle sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici.  Sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio.

Le società sportive dilettantistiche hanno 30 MESI di tempo per adeguarsi, quelle professionistiche 6. Gli oneri sono a carico delle Società , MA QUESTE POSSONO ASSOCIARSI SE OPERANO NELLO STESSO IMPIANTO SPORTIVO, OPPURE POSSONO ACCORDARSI CON I GESTORI DEGLI IMPIANTI PERCHE’ QUESTI SE NE FACCIANO CARICO.

Tutte le associazioni sportive dilettantistiche devono dotarsi di un defibrillatore e devono formare il proprio personale all’uso di questo indispensabile dispositivo con un corso di 4 o 8 ore. Come fare per mettersi in regola?

DAE_defibrillatore_ZOLL_semiautomaticoPare finalmente arrivata l’ora della sicurezza e della cardioprotezione degli impianti sportivi e dei circoli sportivi. Diciamo finalmente perché – dal 2013 ad oggi – quasi un centinaio di vite potevano essere salvate grazie alla presenza di un defibrillatore e di personale formato alla rianimazione cardio polmonare. Una legge tanto semplice quanto fondamentale in caso di arresto cardiaco, rende obbligatori i defibrillatori e l’istruzione di almeno una persona al loro utilizzo.

Oggi quindi gli impianti sportivi e le sedi dei circoli sportivi che ospitano delle ASD sono tenute a rispettare la legge balduzzi e a dotarsi quindi di un DAE. “Mettere un dispositivo salvavita come il defibrillatore sarà obbligatorio” ha spiegato in una intervista al sito della conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome l’assessore allo sport della Lombardia Antonio Rossi.

CHI DEVE METTERE IL DAE E FARE FORMAZIONE?

Defibrillatore_ZOLL_DAE_AED3_massaggioL’obbligo di dotarsi di un defibrillatore riguarda le Associazioni sportive dilettantistiche (Asd) o le Ssd (Societa’ Sportive Dilettantistiche) che dovranno quindi essere fornite di defibrillatore durante lo svolgimento dell’attivita’ sportiva, sia in allenamento che nelle competizioni ufficiali.

Rimangono esenti dall’obbligo le societa’ dilettantistiche che svolgono attivita’ sportive con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili. L’onere della dotazione del defibrillatore semiautomatico e della sua manutenzione e’ a carico della societa’. Le societa’ che operano in uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli scolastici, possono consorziarsi con i gestori o proprietari d’impianto sia delle palestre scolastiche che dei centri sportivi comunali. Le societa’ singole o associate possono demandare l’onere della dotazione e della manutenzione del defibrillatore semiautomatico al gestore dell’impianto attraverso un accordo che definisca anche le responsabilita’ in ordine all’uso e alla gestione.

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NEWS: VISITE SPORTIVE NON AGONISTICHE ANCHE IL LUNEDI’ POMERIGGIO

VISITA SPORTIVA NON AGONISTICA 25,00€

 

VISITA MEDICA CON ELETTROCARDIOGRAMMA A RIPOSO – MISURE ANTROPOMETRICHE – VISTA E SPIROMETRIA

VISITE SPORTIVE

VISITE SPORTIVE

TUTTI I LUNEDI’ DALLE 1530 ALLE 1900 SARA’ POSSIBILE EFFETTUARE LA VISITA MEDICA PER L’IDONEITA’ NON AGONISTICA IN AGGIUNTA AL MERCOLEDI’ POMERIGGIO.

IN CASO DI ESITO POSITIVO DELLA VISITA IL MEDICO SPORTIVO RILASCERA’ AL TERMINE DELLA VISITA IL CERTIFICATO NECESSARIO PER ISCRIVERSI IN PALESTRA O PER ESERCITARE QUALUNQUE TIPO DI SPORT SENZA DOVER ANDARE DAL PEDIATRA O DAL MEDICO DI BASE

NOVITA’ – A BREVE TERAPIA CON PLASMA RICCO DI PIASTRINE NEL NOSTRO CENTRO

A BREVE PRESSO IL NOSTRO CENTRO SARA’ POSSIBILE EFFETTUARE TERAPIE IN AMBITO ORTOPEDICO CON PLASMA RICCO DI PIASTRINE.

REFERENTE: DR RICCARDO MILOCCO

Medicina rigenerativa e fattori di crescita in ortopedia

Con il termine “fattore di crescita” ci si riferisce a particolari sostanze proteiche capaci di stimolare la moltiplicazione e la differenziazione delle cellule del nostro organismo. Il nostro corpo produce numerosi fattori di crescita e vista l’ipotesi che questi possano essere impiegati anche come stimolo alla guarigione tissutale, molto interesse si concentra sul loro studio e sulle potenziali applicazioni terapeutiche. Alcuni di questi fattori di crescita esplicano la loro azione in modo molto specifico su un determinato tessuto, vale a dire che sono attivi primariamente sull’osso o sui tendini o sul sistema nervoso o su altri tessuti del nostro corpo.

Tra i fattori di crescita più sperimentati  e proposti con scopi terapeutici per patologie ortopediche, il PRP è quello che risulta al momento più conosciuto. Con questa sigla ci si riferisce all’acronimo inglese Platelet-Rich Plasma, che in italiano possiamo tradurre come “Plasma Ricco di Piastrine”.

Metodica di preparazione

La preparazione del PRP consiste nel prelievo di sangue venoso autologo (ovvero del paziente stesso) che viene successivamente sottoposto ad una  duplice centrifugazione e concentrato.

Sostanzialmente, il sangue del paziente viene prelevato, raccolto e centrifugato a velocità variabili fino a che si separa in tre strati: plasma povero di piastrine (platelet poor plasma PPP), plasma ricco di piastrine (platelet rich plasma PRP), e globuli rossi (red blood cells). Di solito si usano 2 giri. La prima rotazione separa il plasma povero di piastrine (PPP) dalla frazione rossa e plasma ricco di piastrine (PRP). Il secondo giro separa la frazione rossa dal PRP. Il materiale con il più alto peso specifico (PRP) verrà depositato sul fondo della provetta. Immediatamente prima dell’applicazione, viene aggiunto un attivatore piastrinico/agonista (trombina bovina e 10 % di cloruro di calcio) per attivare la cascata della coagulazione, producendo un gel piastrinico. L’intero processo dura circa 12 minuti e produce una concentrazione piastrinica da 3 – 5 volte quella del plasma nativo.

prp preparazione

 

Le tendinopatie

Con questo termine si intendono le patologie del tessuto tendineo sia a livello dell’inserzione sull’osso sia nel corpo del tendine. Si utilizza il termine tendinite quando, nelle fasi inziali della sintomatologia, il problema è di tipo infiammatorio. Si parla invece di tendinosi quando il processo si cronicizza e si riscontra un vero e proprio danno strutturale del tendine che appare in alcune zone ingrossato e necrotico.

Tendinosi / tendinite Achillea

In questo ultimo caso il tendine perde resistenza e può andare incontro a rottura spontanea o con traumi di lieve entità.

Tra le tendinopatie croniche nelle quali è proposto l’impiego del PRP vi sono le seguenti:

-Epicondilite (“gomito del tennista”): interessa l’inserzione omerale dei muscoli estensori del polso e delle dita. Molto frequente soprattutto tra i 35 ed i 50 anni e con spiccata propensione a cronicizzarsi.

Epicondilite

Infiltrazione di prp per epicondilite

-Epitrocleite: più rara della epicondilite, si presenta nella stessa fascia di età ed interessa l’inserzione omerale dei muscoli flessori del polso e delle dita;

-Tendinopatia rotulea (jumpers’ knee o “ginocchio del saltatore” ). Frequente in alcuni sport che richiedono salti ripetuti su terreni rigidi, Spesso coesiste un appoggio sbagliato del piede, alta tendenza a cronicizzarsi.

Infiltrazione di PRP sul tendine rotuleo

-Tendinopatia Achillea.  Talora asintomatica nella fase iniziale, colpisce prevalentemente il sesso maschile ed evolve con discreta frequenza in tendinosi fino alla rottura del tendine.

-Pubalgia : Termine molto diffuso per descrivere sintomatologia inguinale nello sportivo, ma di scarso significato medico in quanto comprende una vasta gamma di patologie.

-Tendinite ischio-crurale: Interessa l’inserzione sul bacino dei muscoli ischio-crurali, situati nella porzione alta posteriore della coscia. Spesso esito di una pregressa lesione traumatica.

-Fascite plantare: infiammazione cronica della fascia plantare del piede.

Infiltrazione di PRP per tacite plantare

-Trocanterite o Borsite Trocanterica Frequente nel sesso femminile. Spesso associata a dismetria e sovrappeso. Interessa l’inserzione dei muscoli glutei sulla porzione prossimale del femore e la borsa  trocanterica che li ricopre.

La quantità di gel piastrinico viene decisa in base alle dimensioni del tendine da trattare. 3 – 5 cc per ogni infiltrazione nelle patologie del gomito mentre la maggior parte delle altre sedi anatomiche richiedono l’impiego di 6-8 cc di PRP.

Artrosi iniziale

L’artrosi è una malattia degenerativa della cartilagine articolare che riconosce una origine multifattoriale. Colpisce prevalentemente le articolazioni esposte al carico del nostro organismo e con particolare frequenza l’anca e il ginocchio. E’ caratterizzata dalla degradazione progressiva della superficie articolare con alterazione dell’osso sottostante. Ha sempre una evoluzione peggiorativa nel tempo anche se la velocità di progressione ha una grande variabilità e può essere influenzata e rallentata da un opportuno approccio terapeutico.

Il trattamento delle fasi iniziali dell’artrosi è conservativo e consiste nella fisioterapia, nell’esercizio terapeutico, il calo ponderale, l’uso di condroprotettori e/o di farmaci anti infiammatori  e la terapia infiltrativa.

artrosi fase avanzata

artrosi fase iniziale

artrosi fase intermedia

 

Quest’ultima può essere eseguita con  cortisonici che, tuttavia, pur avendo una potente azione antinfiammatoria ed analgesica, possono avere un effetto negativo sulla struttura della cartilagine residua e quindi condrolesivo.

Altri prodotti comunemente usati sono gli acidi ialuronici a differente peso molecolare sono naturalmente presenti nel liquido sinoviale  e, quando infiltrati, vanno a rimpiazzare e rinforzare i meccanismi di lubrificazione articolare. Inoltre, grazie alle proprietà viscoelastiche, gli acidi ialuronici contribuiscono a migliorate l’elasticità della cartilagine residua e ottimizzare la distribuzione del carico. Per questi motivi e per la comprovata efficacia clinica sulla riduzione del dolore, la viscosupplementazione con acido ialuronico intra-articolare è oggi il trattamento standard per le fasi iniziali dell’artrosi dell’anca e del ginocchio.

Più recentemente, ma oramai sono sul mercato da quasi un decennio, sono stati sviluppati e proposti  prodotti “biologici” con il proposito e l’ambizione di indurre ed accelerare la rigenerazione tissutale anche in ambiente articolare e quindi per la “guarigione” dell’artrosi iniziale.

Infiltrazione di PRP

L’applicazione di fattori di crescita con infiltrazioni intra articolari per artrosi iniziale dell’anca e del ginocchio attualmente hanno fornito risultati sovrapponibili a quelli ottenuti con l’acido ialuronico.

 

VISITA SPORTIVA NON AGONISTICA PER ESTATE RAGAZZI 25€

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IL MERCOLEDI’ POMERIGGIO SU APPUNTAMENTO DALLE 17 ALLE 19

LA VISITA NON AGONISTICA E’ VALIDA PER TUTTI GLI SPORT

MEDICO DELLO SPORT: DR GIANLUCA GOTTERO

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DATE VISITE MEDICO SPORTIVE – MERCOLEDI’ 30 MARZO – 6-20-27 APRILE

DATE VISITE MEDICO SPORTIVE – MERCOLEDI’ 30 MARZO – 6-20-27 APRILE

VISITE SPORTIVE

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VISITE PER ATTIVITA’ AGONOSTICA: 40 €

La visita agonistica consiste in:

Visita medica

Elettrocardiogramma a riposo e sottosforzo

Esame delle urine su 12 parametri

Esame della vista

Spirometria

Misure antropometriche

VISITE PER ATTIVITA’ NON AGONISTICA 25 €

Visita medica

Elettrocardiogramma a riposo

Esame della vista

Spirometria

Misure antropometriche

Presso i nostri studi vengono effettuate le seguenti visite specialistiche:

  • Visita medico sportiva agonistica
  • Visita medico sportiva non agonistica
  • Visita traumatologica
  • Infiltrazioni
  • Mesoterapia

Staff:

Medico dello sport: Dott. Gianluca Gottero

Fisiatra: Dott. Milocco Riccardo

Ortopedico. Dott. Gianfranco Santisi –  Dott. Luca Savio

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DATE MEDICINA DELLO SPORT: MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO MERCOLEDI’ 2 MARZO

PROSSIME DATE PER MEDICINA DELLO SPORT

DOTT. GIANLUCA GOTTERO

VISITA AGONISTICA:           40€

VISITA NON AGONISTICA: 25 €

MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO           DALLE 1845 ALLE 22

MERCOLEDI’ 2 MARZO           DALLE 1845 ALLE 22

ORTOPEDICI CLINICA CITTA' DI BRA

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