DIETA CHETOGENICA AMINOACIDICA per i chili resistenti al dimagrimento tradizionale

LA DIETA AMINOACIDICA CHETOGENICA

E’ UN PROGRAMMA URTO SPECIFICO PER I CHILI RESISTENTI AL DIMAGRIMENTO

E’ DEFINITA COME “LIPOSUZIONE ALIMENTARE” PERCHE’ PERMETTE DI OTTENERE UNA NUOVA SILHOETTE GIA’ IN SOLI 12 GIORNI

SENZA GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA CHIRURGIA ESTETICA

GARANTISCE UN DIMAGRIMENTO REALE e DURATURO

Di che cosa si tratta

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La LIPOSUZIONE ALIMENTARE è un programma molto intenso ed efficace che permette di ritrovare o migliorare sensibilmente la tua forma fisica nel rispetto della biochimica metabolica del tuo organismo.

Rappresenta una alternativa valida per perseguire un dimagrimento più rapido rispetto a quello evocato con la dietoterapia tradizionale (dieta ipocalorica classica) ed è perfetto per chi desidera modellare la silhouette a livello dei propri punti critici colpiti da adiposità localizzate e cellulite (propriamente pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica) vedendosi subito più snella e leggera.

Come funziona

IL PROGRAMMA:

– prima visita nutrizionale con BIA

– spiegazione accurata del programma di LIPOSUZIONE ALIMENTARE

– consegna del piano di dieta da 10 gg

– visita di controllo al termine del programma

Risultato

  • Perdita dal 6 all’8% del peso attuale (dai 3 – 4 kg in su);

  • Netto miglioramento dell’aspetto del tessuto di cosce, fianchi e glutei

Costi

I costi del trattamento sono variabili e dipendono dall’entità del sovrappeso e dal tipo di struttura corporea (da 135 euro).

Info e prenotazioni

Dr.ssa Serena Garifo – DIETISTA NUTRIZIONISTA presso il poliambulatorio San Lazzaro Medica Via Bignone 38/A Pinerolo

serena.garifo@gmail.com347 2587763             0121/030435

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Hai voglia di rimetterti in forma nel nuovo anno? Dr.ssa Garifo Nutrizionista

Serena Garifo Nutrizionista Consigli per la Dieta

Hai voglia di rimetterti in forma nel nuovo anno?

Il lavoro che faremo insieme si basa sull’inquadrare in modo certosino la tua condizione iniziale (alimentazione attuale, peso iniziale e circonferenze corporee, composizione corporea) per poi lavorare sulla costruzione della dieta ideale per la tua persona e sulla ricomposisione corporea (perdita massa grassa, conservazione della massa magra). La dieta metabolica personalizzata è basata sulla depurazione degli organi emuntori (fegato e reni), sui ritmi circadiani ormonali e non da ultimi sui vostri gusti alimentari ed esigenze di vita personali (orari, pasto in box, organizzazione familiare, spesa low cost, pasti fuori casa). E se siete degli sportivi la dieta metabolica terrà conto di tutti i vostri allenamenti settimanali. La dieta metabolica è ideale per ottenere un corpo nuovo, capelli e pelle luminosi, nuova energia e sicurezza in mezzo agli altri.

Per info e prenotazioni contattare
San Lazzaro Medica Tel 0121030435
serena.garifo@gmail.com
347. 258 7763
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ZUCCHERO O FRUTTOSIO? Serena Garifo Nutrizionista

ZUCCHERO O FRUTTOSIO?

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In frutta e verdura il fruttosio si trova insieme a fibre, vitamine,
minerali, enzimi e fitonutrienti benefici che moderano
gli eventuali effetti metabolici negativi. Ma non si può sostenere che faccia bene solo perché è lo stesso tipo di zucchero contenuto nella frutta, anche perché spesso viene estratto a partire dal mais, da cui si ottiene il fruttosio cristallino, uno sciroppo a elevato contenuto di fruttosio. Il problema nasce infatti quando il fruttosio, che ha un potere dolcificante 33 volte più forte del saccarosio ed è molto più economico, viene utilizzato in prodotti industriali alimentari e bevande cosiddette speciali, quelli che vengono venduti come dietetici e che l’immaginario comune ci dipinge come salutari.
Occorre evitare di usarlo in modo generoso come dolcificante, pensando che non faccia ingrassare o sia un toccasana. Può provocare danni al metabolismo, facilitando la deposizione di grasso attorno agli organi vitali, in particolare nella cellula del fegato (epatocita), sostenendo la progressione della steatosi epatica, il cosiddetto fegato grasso. Può anche favorire l’insorgenza del diabete e dell’obesità perché il grasso viscerale fa funzionare peggio l’insulina.

 

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LIPOSUZIONE ALIMENTARE: Perdita dal 6 all’8% del peso attuale (almeno 4 kg in 10 gg)

PROGRAMMA URTO PROVA COSTUME

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PER RITROVARE IN SOLI 10 GIORNI UNA NUOVA SILHOUETTE

CHIEDI LA LIPOSUZIONE ALIMENTARE

Di che cosa si tratta

La LIPOSUZIONE ALIMENTARE è un programma molto intenso ed efficace che permette di ritrovare o migliorare sensibilmente la tua forma fisica nel rispetto della biochimica metabolica del tuo organismo.

Rappresenta una alternativa valida per perseguire un dimagrimento più rapido rispetto a quello evocato con la dietoterapia tradizionale (dieta ipocalorica classica) ed è perfetto per chi desidera modellare la silhouette a livello dei propri punti critici colpiti da adiposità localizzate e cellulite (propriamente pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica) vedendosi subito più snella e leggera.

Con questo speciale programma avrai la possibilità di concederti il piacere di non provare imbarazzo nell’indossare il costume e ritrovare la tua autostima.

Come funziona

IL PROGRAMMA:

– prima visita nutrizionale con BIA

– spiegazione accurata del programma di LIPOSUZIONE ALIMENTARE

– consegna del piano di dieta da 10 gg

– visita di controllo al termine del programma

Risultato

  • Perdita dal 6 all’8% del peso attuale (almeno 4 kg in 10 gg);

  • Dimagrimento a livello del tessuto adiposo ormono-dipendente di cosce, fianchi e glutei

  • netto miglioramento della cellulite localizzata su cosce, ginocchia e glutei

Costi

I costi del trattamento sono variabili e dipendono dall’entità del sovrappeso e dal tipo di struttura corporea (dai 135 euro).

Info e prenotazioni

Dr.ssa S Garifo – DIETISTA NUTRIZIONISTA riceve presso Poliambulatorio medico – dentistico San Lazzaro Medica Via Bignone 38/A Pinerolo

contatti

web mail: serena.garifo@gmail.com

tel: 347 2587763

 

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PARMIGIANO E GRANA A CONFRONTO: in cosa si differenziano! Serena Garifo Nutrizionista

Il grana padano Dop nasce in un’area che va dal Piemonte al Veneto. Il parmigiano reggiano Dop, invece, è prodotto nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova a sud del Po.

Il gusto differente dipende dall’alimentazione e dalla mungitura delle mucche. Il parmigiano, ha una quantità di grasso maggiore.

Altra differenza, la stagionatura. Quella del grana va da nove mesi a oltre due anni (dopo i 20 mesi si chiama “Riserva”). Per il parmigiano va da 12 mesi a oltre tre anni (dopo 30 mesi diventa “Stravecchio”).

Se acquistate una confezione di grana tra gli ingredienti c’è il lisozima, un conservante che il parmigiano non utilizza. È una proteina derivata dall’albume dell’uovo. Serve a bloccare la formazione di uno solo tra i tanti batteri della flora lattica dovuta all’alimentazione delle mucche del grana.

Le forme di entrambi i formaggi, a un certo punto della stagionatura, sono sottoposte a un minuzioso esame: l’espertizzazione. Una delle fasi è la battitura: è come se i casari auscultassero il trentatré emesso dal formaggio battuto e potessero, così, stabilire l’esistenza di problemi all’interno. Se tutto è a posto, grana e parmigiano ricevono il marchio a fuoco del consorzio.
Se ci sono difetti, il grana non riceve il marchio ed è segnato con delle X (retinatura) sulla crosta esterna e trasformato in grattugiati tipo mix e formaggi fusi a fette. Il parmigiano, se i difetti non alterano le caratteristiche organolettiche, viene marchiato Dop, inciso con delle righe sulla crosta esterna (rigato) e commercializzato come mezzano: costa meno e lo si consuma fresco, al massimo a 18 mesi. Se i difetti sono gravi, niente Dop: la puntinatura esterna della crosta viene completamente cancellata (sbiancato) e la forma segue lo stesso destino del grana difettato.

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Esiste una differenza tra zucchero bianco, di canna, integrale? Scopriamolo insieme. Serena Garifo Nutrizionista

Etimologicamente il termine zucchero deriva dalla parola araba “zukkar”e identifica una sostanza dolce che sicuramente tutti voi avrete provato. In commercio abbiamo due tipi di zucchero: bianco che deriva dall’estrazione della barbabietola da zucchero (Beta vulgaris) e di canna che proviene, appunto, dalla canna da zucchero (Saccharum officinarum). Esiste una differenza?
Sono formati dalla stessa molecola, ovvero il saccarosio, ma la differenza principale è nel fatto che lo zucchero di canna possiede anche residui di melassa, sostanza che conferisce un colore più scuro al prodotto finale, contiene alcuni minerali-vitamine e dona un aroma diverso rispetto a quello bianco. Il processo industriale al quale viene sottoposto lo zucchero (bianco e di canna), tuttavia, elimina del tutto il contenuto di minerali e vitamine presenti in questo alimento, già di partenza in quantità molto basse.

DIFFERENZA TRA ZUCCHERO DI CANNA GREZZO E INTEGRALE
Lo zucchero di canna integrale rispetto a quello grezzo non subisce processi di raffinazione, evitando trasformazioni chimiche e mantenendo, quindi, più nutrienti rispetto agli altri tipi di zucchero.
E per quanto riguarda le calorie?
Lo zucchero bianco ne presenta un quantitativo (392 kcal per 100 grammi) maggiore rispetto allo zucchero di canna grezzo e integrale (377 kcal per 100 grammi). Tuttavia, questa leggera differenza, si appiana del tutto quando prendiamo come riferimento una bustina da zucchero (circa 8 grammi), quella che solitamente troviamo nei bar: le calorie dello zucchero bianco per una bustina sono 31,36, mentre per lo zucchero di canna sono 30,16… praticamente solo una caloria di meno!

MEGLIO LO ZUCCHERO DI CANNA INTEGRALE
Seppur le differenze siano minimali, in termini di nutrienti è sempre meglio preferire lo zucchero di canna integrale rispetto allo zucchero di canna grezzo o a quello bianco. È mio compito, tuttavia, ricordare che, anche se assumiamo lo zucchero di canna integrale, questo non ci aiuta nel perdere peso perché ha un impatto negativo sui processi metabolici a causa del suo alto indice glicemico (determina un rapido aumento del glucosio nel sangue).

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Barrette ai cereali: SI O NO? NUTRIZIONISTA SERENA GARIFO

Barrette ai cereali: SI O NO?

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Spesso nascoste dietro a titoli che richiamano la linea è la dieta, le barrette ai cereali in tutte le loro declinazioni sono composte spesso da molte calorie.
Dovete sempre quantificare le calorie complessive del prodotto (sui 100 grammi) piuttosto che sulla singola porzione. I cereali croccanti rischiano talvolta di aumentare l’insulina e di ridurre l’efficacia del nostro organismo nel bruciare i grassi. Per uno spuntino ogni tanto va bene, ma non eccedete!

criteri per non sbagliare (valori per 100 gr)
Kcal 380 – 400
Grassi totali max 5 gr

VARIAZIONI DI PESO, MISURE, METABOLISMO, ATTIVITA’ FISICA e altri dubbi …ecco le risposte che fanno chiarezza! SERENA GARIFO NUTRIZIONISTA

1. Perdere peso non significa solo perdere massa grassa, le variazioni di peso in una giornata o nell’arco di alcuni giorni sono legate più spesso all’acqua corporea. Mangiare del petto di pollo o della bresaola può avere un impatto diverso sul peso del giorno dopo. Si tratta di due preparazioni leggere ma quello che le differenzia è la quota di sodio, molto maggiore per la bresaola, che potrebbe farvi registrare un peso più alto sulla bilancia. Ma quel peso in più non è grasso ma acqua trattenuta, che sarà smaltita nei giorni seguenti.
2. Il peso corporeo letto sulla bilancia è la somma di massa magra muscolare, massa grassa, acqua corporea, ossa Dimagrire vuol dire perdere solo massa grassa, senza intaccare massa magra, ossa, acqua corporea totale (in particolare intra cellulare); è un errore considerare il peso=grasso.
3. Il metro fornisce maggiori informazioni sull’andamento del metodo di alimentazione consapevole più della bilancia. Addome e fianchi sono sedi di accumulo di massa grassa. Se perdiamo in cm in queste sedi vuol dire che stiamo riducendo grasso, anche se il peso resta invariato.
4. Ricordiamo: il metodo di alimentazione consapevole è necessario ma non è sufficiente a raggiungere il peso forma perché occorre assicurare adeguata ossigenazione e attività motoria giornaliera.
5. Con il passare degli anni si tende a perdere muscolo, in esso sono presenti i mitocondri che sono i “forni” che “bruciano” il grasso in eccesso; se manca muscolo, mancano i “forni” così il grasso non può essere eliminato. Quindi, bisogna eseguire attività motoria aerobica ed esercizi di resistenza per incrementare massa magra muscolare e fare nuovi “forni”.
6. Non si mangia solo per dimagrire ma per assicurare al nostro organismo tutte le molecole che lo compongono e che ci servono.

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Perchè lo stress del cambiamento ci fa perdere il controllo sul cibo? Serena Garifo Nutrizionista

Tra le motivazioni che più frequentemente ci portano a perdere il controllo sul cibo (e non solo) c’è sicuramente lo stress. L’ho letto spesso anche nei vostri post: c’è chi mangia in maniera compulsiva dolci, chi spilucca di continuo. Cerchiamo di capire innanzitutto cos’è lo stress.

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È stressante qualsiasi situazione arrivi ad alterare l’equilibrio che ognuno di noi ha costruito. È stressante un trasloco, un cambiamento in ambito lavorativo, un divorzio ma anche l’arrivo di un nuovo amore. È stressante la dieta, la malattia di un genitore, un lutto ma anche la nascita di un bambino. È stressante qualsiasi cosa ci porti a dover riadattare la nostra vita.

Come avrete notato, però, ci sono persone che sotto stress mangiano molto di più e altre che non mangiano per niente. La differenza sta nel tipo di stress. In caso di grave stress, profondo come quello di un lutto o di una separazione, l’emozione che lo governa è l’angoscia. Lo stomaco si chiude e rifiuta il cibo. Per stress più leggeri e superficiali (nel senso che non toccano la nostra psiche in profondità) come può essere un cambio di casa o di lavoro andiamo in ansia da cambiamento e l’ansia porta la necessità di scaricare tensione, motivo per cui finiamo per masticare di continuo.

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CUCINA AL MICRO-ONDE: fa bene o fa male? Serena Garifo Nutrizionista

Ecco quello che c’è da sapere!

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Non vi è alcuna dimostrazione che l’utilizzo del forno a microonde aumenti il rischio di cancro e ancor meno che il cibo scaldato con questo elettrodomestico possa essere meno nutritivo di quello cotto o riscaldato in altro modo. Parola degli esperti dell’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) che, in una nota, hanno sdoganato la falsa credenza che usare il microonde possa essere nocivo per la nostra salute.

Ma perché si è diffusa la falsa credenza che il microonde possa aumentare il rischio di ammalarsi di tumore? È probabile che il fraintendimento nasca dal termine “radiazione”, una categoria a cui anche le microonde appartengono. I raggi X sono un esempio di radiazione, ma tale è anche la luce solare. La parola evoca la radioattività prodotta dalle centrali e dalle armi nucleari, o dagli elementi naturalmente radioattivi.

Non tutte le radiazioni sono però capaci di interagire col DNA. Quelle a radiofrequenza a cui appartengono le microonde sono a bassa energia e sono di tipo non ionizzante. Hanno abbastanza energia per far vibrare gli atomi all’interno di una molecola, non abbastanza da allontanare un elettrone dal suo legame. Non sono quindi sufficientemente potenti da indurre mutazioni nel DNA. Inoltre, il cibo scaldato col microonde non è radioattivo perché non viene ionizzato: è esposto a quantità di energia insufficienti a provocare questo fenomeno. Di conseguenza anche gli alimenti cotti o scaldati con questo metodo non influiscono sul rischio di ammalarsi.

Dal punto di vista nutrizionale, è bene ricordare che il cibo cotto e scaldato è sempre più povero di nutrienti di quello crudo, perché molte vitamine e proteine si denaturano col calore: questo però vale sia per le cotture classiche sia per quelle con il microonde. Anzi, dal momento che col microonde alcuni cibi, come per esempio le verdure o il pesce, cuociono senz’acqua e in breve tempo, il valore nutrizionale di questi alimenti risulta addirittura più elevato del corrispettivo cucinato in modo più classico.

Nessun rischio legato al cancro quindi, ma è possibile un maggior rischio di contrarre infezioni o intossicazioni per via della temperatura alla quale viene portato il cibo. Un alimento che è rimasto per qualche giorno in frigo, se scaldato in pentola e portato ad ebollizione, vede ridursi drasticamente la carica batterica. Lo stesso cibo lasciato per pochi minuti nel microonde potrebbe invece conservare una carica batterica elevata, che può provocare disturbi gastrointestinali. Per questa ragione si consiglia di utilizzare questo strumento solo per cibi freschi o conservati correttamente, per un tempo limitato in frigorifero.

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