TEST INTOLLERANZE ALIMENTARI – sIgG4 ImmunoCAP-55 SinglePlex-Test

 

ALLERGY CARE TEST INTOLLREANZE ALIMENTARI SAN LAZZARO MEDICA PINEROLOProf. Renato E. Rossi Allergologo Molecolare

Test: 336 €
La tossicità da alimenti è stata messa in relazione con un svariato numero di patologie come la cefalea (1-3), alcune malattie dell’intestino (4-6), l’aterosclerosi e il diabete (7). Diversi studi hanno dimostrato un consistente incremento dei livelli di anticorpi IgG specifici verso componenti alimentari nella sindrome del colon irritabile. In questa patologia si ha un significativo miglioramento dei sintomi dopo l’attuazione di un regime dietetico basato sulle indicazioni fornite dalla presenza di anticorpi IgG specifici (8). Livelli elevati di anticorpi IgA, IgM e IgG diretti verso diversi antigeni presenti negli alimenti possono essere responsabili di manifestazioni ritardate e/o reazioni di intolleranza ai cibi (7,9,10). Inoltre, l’aumento degli anticorpi IgG specifici e di citochine possono determinare risposte di tipo infiammatorio, che come precedentemente suggerito (11), sembrano giocare un ruolo importante nella fisiopatologia degli attacchi di cefalea. Pertanto, la valutazione del profilo anticorpale di classe IgG verso gli antigeni alimentari, può fornire indicazioni utili a costruire un regime dietetico efficace nel ridurre gli stati infiammatori di grado moderato, e nello stesso tempo può costituire un approccio utile alla prevenzione di patologie come il diabete e l’aterogenesi (12).
L’uso di diete di eliminazione basato sul test IgG4-ImmunoCAP su un campione di sangue del paziente, può fornire informazioni utili, insieme ad altri parametri di laboratorio, nel controllo dei sintomi dovuti a svariate patologie croniche.

 

Referenze
Arroyave Hernandez CM, Echevarrıa Pinto M, Hernandez Montiel HL. Food allergy mediated by IgG antibodies associated with migraine in adults. Rev Alerg Mex 2007; 54: 162–168.
Rees, T., Watson, D., Lipscombe, S., Speight, H., Cousins, P., Hardman, G. and Dowson, A. (2005),‘‘A prospective audit of food intolerance among migraine patients in primary care clinical practice’’, Headache Care, Vol. 2 No. 1, pp. 11-14.
Pascual J, Oterino A. IgG-mediated allergy: A new mechanism for migraine attacks? Cephalgia 2010;30: 777–779.
Bentz S, Hausmann M, Piberger H, Kellermeier S, Paul S, Held L, Falk W, Obermeier F, Fried M,. SchölmerichJ, Rogler G. Clinical relevance of IgG antibodies against food antigens in Crohn’s disease: A double-blind cross-over diet intervention study. Digestion 2010;81:252-264
Zar S, Mincher L, Benson MJ, Kumar D. Food-specific igG4 antibody-guided exclusion diet improves symptoms and rectal compliance in irritable bowel syndrome. Scand J Gastroenterol 2005; 40: 800–7.
Zar S, Kumar D, Benson MJ. Food hypersensitivity and irritable bowel syndrome. Aliment Pharmacol Ther 2001;15: 439–49.
Wilders-Truschnug M, Mangge H, Lieners C, Gruber H, Marz W. IgG antibodies against food antigens are correlated with inflammation and intima media thickness in obese juveniles. Exp Clin Endocrinol Diabetes. 2008;116:241-5.
Atkinson W, Sheldon TA, Shaath N, Whorwell PJ. Food elimination based on IgG antibodies in irritable bowel syndrome: a randomised controlled trial. Gut 2004; 53:1459–64.
Hvatum M, Scott H, Brandtzaeg P: Serum IgM subclass antibodies to a variety of food antigens in patients with celiac disease. Gut 1992, 33:638.
Barnes RMR: IgG and IgA antibodies to dietary antigens in food allergy and intolerance. Clin Exp Allergy 1995, 25:7-9.

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I costi del trattamento sono variabili e dipendono dall’entità del sovrappeso e dal tipo di struttura corporea (dai 135 euro).

Info e prenotazioni

Dr.ssa S Garifo – DIETISTA NUTRIZIONISTA riceve presso Poliambulatorio medico – dentistico San Lazzaro Medica Via Bignone 38/A Pinerolo

contatti

web mail: serena.garifo@gmail.com

tel: 347 2587763

Pagina fb di sana alimentazione: “Dr.ssa Serena Garifo Dietista Nutrizionista Torino

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Chirurgia estetica, piacerebbe al 49% degli adolescenti

Analizzato un campione di ragazzi fra i 13 e i 18 anni. Quasi la metà sono pronti a ricorrere al «ritocchino»
11/06/2015
FABIO DI TODARO

Sembrava un pensiero degli over 40, disposti a tutto pur di recuperare la brillantezza fisica dei primi anni dell’età adulta. Contrordine: alla medicina e alla chirurgia estetica guardano con interesse anche gli adolescenti, sempre più spesso ispirati ai modelli dettati dai personaggi del mondo dello spettacolo. A svelare il trend la Società Italiana di Medicina Estetica (Sime), durante l’ultima edizione del congresso nazionale, da cui è emerso un aspetto finora inimmaginabile. A sostenere le volontà dei più giovani sono anche i genitori, talvolta “promotori” del ricorso al “ritocchino”.

 

IL 49% VORREBBE RICORRERE AL «RITOCCHINO»

Nella ricerca sono stati arruolati 2265 partecipanti, di cui 880 maschi e 1385 ragazze: tutti di età compresa tra 13 e 18 anni. Quali le principali conclusioni? In generale le ragazze mostrano maggiore insoddisfazione corporea rispetto ai ragazzi, dotati di livelli di autostima più elevati. Pronto a ricorrere alla medicina estetica si è dichiarato il 49,2% degli intervistati. Più basso (31,3%) il rilievo riguardante i giovani disposti a finire in sala operatoria pur di ritoccare il proprio corpo. Degli oltre duemila adolescenti interpellati, il 15,8% delle ragazze e il 3,3% dei maschietti aveva già usufruito della medicina estetica o della chirurgia plastica: per curare l’acne, ridurre i peli superflui o le smagliature, combattere la cellulite, correggere l’inclinazione del naso, l’apertura delle orecchie o le dimensioni del seno.

 

INTERVENTI ESTETICI E BULIMIA

Tra i vari spunti dell’indagine, balza all’occhio il ricorso a interventi di medicina estetica più frequente da parte di ragazze che manifestavano comportamenti bulimici. Un fenomeno che, nella ricerca pilota, ha riguardato soprattutto le adolescenti settentrionali: spesso più magre rispetto alle coetanee meridionali, ma anche più attente ai modelli proposti dai media. «La bulimia è il più insidioso tra i disturbi del comportamento alimentare, perché rispetto all’anoressia chi ne soffre non è per forza magro e dunque non sempre facilmente riconoscibile», spiega Stefano Erzegovesi, responsabile del Centro disturbi del comportamento alimentare del San Raffaele di Milano. «Per riconoscere una persona bulimica occorre prestare attenzione alle oscillazioni di peso, all’erosione dei denti, alla tendenza a correre in bagno al termine di un pasto e alla sparizione dalla dispensa di intere confezioni di alimenti pronti per il consumo».

 

IL COMPORTAMENTO DEI FAMILIARI

Sebbene qualcuno possa pensare a un interesse da parte degli specialisti, è stato Emanuele Bertoletti, direttore del servizio ambulatoriale di medicina estetica all’ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma e presidente della Società Italiana di Medicina Estetica, a richiedere «la tutela dei più giovani da interventi inopportuni, con l’intento di educarli ad accettarsi per come si è, facendo leva sulla prevenzione». I primi a stupirsi dell’esito dell’indagine, condotta in collaborazione con l’università Magna Graecia di Catanzaro, sono stati proprio gli specialisti. Sebbene si tratti di una ricerca preliminare priva di precedenti simili in letteratura, «il lavoro dimostra una tendenza realistica sulle tematiche trattate in questa fascia di età – prosegue Bartoletti -. Risulta molto interessante il dato che porta a sovrapporre il 14,6% dei familiari che ha già ricevuto trattamenti estetici con il 12,6% dei genitori che lo suggerisce ai ragazzi. Il riserbo che prima accompagnava questi trattamenti, oggi è di molto sfumato, nel contesto familiare».

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Il cammino come terapia dell’arteriopatia periferica (AOCP)

Il cammino come terapia dell’arteriopatia periferica (AOCP)

arteriopatia camminare vasculopatie cardiotoolNei pazienti con arteriopatia ostruttiva cronica periferica (AOCP) l’esercizio fisico supervisionato si è dimostrato un presidio terapeutico efficace , anche se spesso difficilmente applicabile per motivi soprattutto logistici. Gli autori di questo studio randomizzato controllato hanno voluto valutare gli effetti di unintervento cognitivo comportamentale mirato alla promozione dell’esercizio fisico domiciliare senza supervisione.

Gli outcome scelti nello studio Unsupervised exercise and mobility loss in peripheral artery disease: a randomized controlled trial comprendevano: la prevenzione della perdita della mobilità e il miglioramento della performance motoria, misurate sia soggettivamente che con test oggettivi.

Dei 194 partecipanti, per i primi 6 mesi, 97 sono stati sottoposti ad intervento cognitivo comportamentale settimanale incentrato sull’esercizio fisico da svolgere poi al domicilio (cammino per almeno 15 minuti per 5 volte a settimana). Il gruppo di controllo con arteriopatia (97 soggetti) svolgeva incontri su varie tematiche legate alla salute, ma non specificatamente sull’esercizio fisico. Nei successivi 6 mesi, i 2 gruppi venivano contattati telefonicamente ogni 2 settimane per rinforzare le informazioni acquisite nei primi 6 mesi.

Al follow-up, il gruppo intervento ha registrato una minor perdita di mobilità rispetto al gruppo controllo (a 6 mesi 6,3% vs. 26,5%; p=0,002 ; a 12 mesi 5,2% vs. 18,5%; p=0,029). Al follow-up finale, tra i soggetti conarteriopatia che al baseline presentavano limitazioni motorie, è stato registrato un miglioramento della performance motoria nell’82,6% dei soggetti del gruppo intervento contro il 36,4% del gruppo controllo.

I risultati dello studio sembrano quindi confermare il ruolo fondamentale dell’esercizio fisico come presidio terapeutico per i pazienti affetti da AOCP, con benefici ottenibili anche qualora tale esercizio possa essere svolto solo al domicilio senza supervisione.

Fonte:
Unsupervised exercise and mobility loss in peripheral artery disease: a randomized controlled trial.McDermott MM, Guralnik JM, Criqui MH, Ferrucci L, Liu K, Spring B, Tian L, Domanchuk K, Kibbe M, Zhao L, Lloyd Jones D, Liao Y, Gao Y, Rejeski WJ J Am Heart Assoc. 2015 May 20;4(5). Full text

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Liposuzione alimentare per perdere una taglia in 2 settimane

 

La dott.ssa Garifo orienta il paziente verso uno dei metodi:

  • in base alla gravità della condizione di sovrappeso,
  • in base alla presenza di complicanze del sovrappeso,
  • in base alla rapidità con cui è necessario intervenire,
  • in base alle abitudini quotidiane del paziente.
Trattamento da 10 o 21 gg di LIPOSUZIONE ALIMENTARE – SONDINO SENZA SONDINO
– ELIMINA LE ADIPOSITA’ LOCALIZZATE, in particolare l’adipe depositato su fianchi – cosce e glutei nelle donne e nella pancia per gli uomini
– CONTRASTA LA CELLULITE
– per dimagrire senza deperire
– METODO SICURO RISULTATI ASSICURATI:
– una taglia in meno in 2 settimane
– Riduzione del 7/8% di massa grassa
– dimagrimento senza fame e senza pesare
– -conservazione della massa muscolare senza ridurre il metabolismo
Ideale per sovrappesi superiori agli 8 – 10 kg rispetto al peso forma
A partire da 135 euro.
Per info e prenotazioni: 0121.030435
Dr.ssa Garifo Nutrizionista: serena. garifo@gmail.com