Obesità ed infiammazione

Obesità e infiammazione

D.ssa Garifo Serena

Che infiammazione e obesità vadano a braccetto è risaputo da tempo. La questione aperta, però, è se sia l’obesità a provocare l’infiammazione oppure l’infiammazione a provocare l’obesità.

La risposta al quesito ce la fornisce l’abbondante letteratura scientifica al riguardo. Sono, infatti, ormai innumerevoli i lavori scientifici che forniscono prove convincenti sul fatto che sia l’infiammazione a precedere l’obesità e non viceversa.

Non a caso Eric Grimm, docente di epidemiologia e nutrizione alla Harvard Medical School, già nel 2007 commentava:  “Quella che ci troviamo a combattere non è un’epidemia di obesità ma un’epidemia di infiammazione”.

Ma come è possibile che l’aumento dell’infiammazione sia diventato il fattore determinante del dilagare dell’obesità? Per capirlo è necessario prendere in considerazione la produzione di un particolare tipo di grasso, l’acido arachidonico (AA), e la crescita della sua presenza nell’organismo in conseguenza del moderno modo di alimentarsi.

L’acido arachidonico è l’elemento base per la creazione degli eicosanoidi “cattivi”, quelli che mantengono in fase di attacco il sistema immunitario, favorendo la distruzione cellulare.

Una quantità modesta di acido arachidonico è assolutamente necessaria e innocua  per l’organismo, una quantità oltre il livello di guardia può avere, invece, conseguenze anche molto gravi sull’organismo (fino a provocarne la morte). In passato due fattori alimentari hanno impedito all’acido arachidonico di raggiungere nell’organismo quote nocive: il bilanciamento nella dieta tra acidi grassi omega 6 e acidi grassi omega 3 (rapporto 4:1) e quello tra proteine e carboidrati. Il motivo è che ambedue questi fattori interagiscono con l’enzima responsabile della produzione del grasso AA (enzima delta – 5 – desaturasi).

Come molti degli enzimi chiave dell’organismo anche il delta – 5 – desaturasi è modulato soprattutto da ormoni, in particolare dai due ormoni chiave del metabolismo energetico, insulina e glucagone, oltre che da un acido grasso omega 3, l’acido eicosapentaenoico (EPA).

Fino agli anni Venti soltanto in pochi casi la dieta degli occidentali conteneva un eccesso di acidi grassi omega 6 poiché le fonti principali di grassi alimentari erano olio di oliva e olio di pesce. In seguito però queste sostanze alimentari vennero sostituite da oli vegetali a basso costo (olio di mais, soia, girasole, cartamo) ricchi di acidi grassi omega 6. E quando nella dieta il contenuto di questi acidi grassi sale, produrre un eccesso di acido arachidonico diventa più probabile.

Allo stesso tempo la sociologia dei consumi conferma che si è assistito ad una netta riduzione nel consumo di acidi grassi omega 3, tra cui l’EPA che agisce inibendo parzialmente l’attività dell’enzima  delta – 5 – desaturasi.

L’improvviso squilibrio tra queste due famiglie di acidi grassi, omega 6 ed omega 3 (nuovo rapporto 20:1), ha causato un aumento improvviso della produzione di acido arachidonico e, quindi, un aggravamento dell’infiammazione silente.

Ma ciò che ha reso drammatica una situazione di per se già critica è stata la simultanea crescita della produzione di insulina, provocata dall’aumento del consumo di cibi ricchi di carboidrati raffinati come pasta, pane e prodotti da forno. Negli ultimi venticinque anni i consumi di carboidrati sono continuamente saliti. I carboidrati raffinati, costituiti essenzialmente da glucosio allo stato puro, quando entrano in circolo, stimolano la produzione dell’ormone insulina che a sua volta spinge l’enzima delta – 5 – desaturasi a produrre quantità sempre maggiori di acido arachidonico.

Ecco perché combinare un eccesso di acidi grassi omega 6 (con la contemporanea riduzione del consumo di omega 3 e di EPA) con un picco di insulina non fa altro che complicare la situazione.

Il risultato finale è un aumento dell’AA e conseguentemente un aumento dell’infiammazione silente. Assieme a questa si vanno diffondendo resistenza all’insulina e alla leptina (ormone anoressizzante mediatore della sazietà). Se a ciò si aggiunge ancora l’aumento degli endocannabinoidi (sostanze che stimolano l’appetito) la fame perenne è assicurata.

 

DEFICIT ERETTIVO E CLAUDICATIO INTERMITTENS

DEFICIT ERETTIVO E CLAUDICATIO INTERMITTENS

Dott. Lacivita Antonio

Nella mia pratica di cultore dell’ipnosi medica ho avuto occasione di conoscere un certo numero di soggetti di sesso maschile che lamentava i classici sintomi correlabili alla c.d. CLAUDICATIO INTERMITTENS: si tratta di soggetti di sesso maschile e di età compresa tra i 50 ed i 70 anni.
Entrando nello specifico, questi pazienti si sono presentati allo scrivente evidenziando, se pur con variazioni minime, la classica sintomatologia della CLAUDICATIO INTERMITTENS.
Ad un’indagine anamnestica accurata tuttavia, si evidenziava la presenza, già da alcuni anni (in alcuni casi anche oltre 10) di un DEFICIT ERETTIVO sempre più ingravescente che strideva fortemente con un’attività sessuale sino ad allora valida. Tutti asserivano come, a partire da un certo periodo, si fosse instaurato un lento ma inesorabile calo della capacità erettiva del pene (c. d. potentia erigendi) e quindi, di ogni forma di attività affettivo/sessuale con conseguenze in alcuni casi assolutamente negative.
Il trattamento ipnoico intrapreso, in particolare con il c.d. METODO SOMATOPSICHICO DI COMUNICAZIONE GLOBALE, ha sortito ottimi risultati terapeutici sia relativamente alla CLAUDICAZIO INTERMITTENS che al DEFICIT ERETTIVO con alcune dimostrazioni a mezzo eco-doppler circa l’incremento del flusso ematico nei vari distretti del corpo umano interessati.
Per concludere, tenendo presente come con il metodo soprammenzionato di ipnosi medica abbiamo ottenuto buoni risultati in ordine a varie patologie sessuali e non solo, cogliamo l’occasione per suggerire, in un ambito di raccolta anamnestica circa i molteplici casi di CLAUDICATIO INTERMITTENS, una particolare attenzione all’attività sessuale del paziente: nei casi di situazione poco evidente dal punto di vista clinico la terapia ipnoica, in particolare con il metodo sopramenzionato, potrebbe rallentare di molto il decorso sì da evitare l’inesorabile quanto dolorosa progressione delle amputazioni chirurgiche che, molto spesso rappresentano l’epilogo della CLAUDICATIO INTERMITTENS.
La terapia ipnoica risulta assai utile anche nei casi di CLAUDICATIO INTERMITTENS in stato di evidenza clinica: oltre ai benefici in ordine alla suddetta patologia che possono comunque, migliorare decisamente anche le eventuali ulcerazioni già evidenti, si possono evidenziare anche ottimi risultati in ordine all’ambito sessuale.
E’ importante ricordare come alla determinazione della qualità della vita l’ambito sessuale assume un aspetto assai rilevante e ciò, per gli uomini affetti dalla CLAUDICATIO INTERMITTENS, rappresenta un modo ed un mezzo per migliorare in modo deciso la qualità della vita.

Ecografie ginecologiche – Ostetriche tutti i lunedì pomeriggio e sabato mattina

Tutti i lunedì dalle 16 ed il sabato mattina sarà possibile effettuare ecografie ginecologiche – ostetriche previa prenotazione allo 0121/030435

D.ssa Preziuso Fernanda

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Transvaginale                  75,00 €

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25 giugno corso antincendio

Sicurezza sul Lavoro –  Corso Antincendio

IPT Ingegneria del Pinerolese e il Poliambulatorio San Lazzaro Medicaorganizzano martedì 25 Giugno 2013 la 3° edizione del corso di formazione in  aula, previste teoria e pratica:

Corso professionale Antincendio, Corso B, codice IPT #021:

“ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELLE EMERGENZE RISCHIO MEDIO”

 

Segnaletica antincendio

IPT: SEGNALETICA ANTINCENDIO E SICUREZZA SUL LAVORO

 

Indirizzo e date:

Previsto in data: martedì 25 Giugno 2013

Dalle ore: 9:00 alle ore 18:00 (8 ore)

Presso la sede: Via Demo N. 24 Cap 10064 Pinerolo (Prov. di To)

La pratica nel pomeriggio è prevista c/o Frazione Brandoneugna Cap 10063 Perosa Argentina (Prov. di To)

 

Programma del corso:

Per informazioni, iscrizioni ed essere contattati, inviare mail a:info@ingegneriapinerolese.it

Il corso si propone la finalità di fornire a coloro che operano in azienda con la funzione di Addetto Gestione alle emergenze le nozioni teoriche e pratiche necessarie per un adeguato svolgimento delle attività di una organizzazione che adotti il Sistema di Gestione della Qualità SGS ISO 18001/2007

Brochure corso:

– Scaricare la brochure del corso IPT Antincendio per informazione, costi e iscrizione: 021-IPT-Scheda-iscrizione-Corso_Antincendio-Rischio-Medio-25-06-2013

Destinatari

Addetto Gestione delle Emergenze e alla Prevenzione incendi

 

LINK AL SITO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO V.V.F.

 

Riferimenti normativi: UNI EN ISO 18001/2007, OHSAS, D.Lgs. 81/2008, D.P.R. 151/2011, DM 10/03/1998

Materiale didattico:

A ciascun partecipante sarà consegnata una dispensa specifica

Test di verifica:

Durante il corso di formazione verrà somministrato un test di valutazione in ingresso e un test dell’apprendimento del singolo partecipante

Attestati:

Si prevede di consegnare a ciascun Partecipante al corso o alla società l’Attestato di partecipazione.

 

Dispositivi di Protezione Individuali:

Si ricorda ai partecipanti di portare per la prova pratica i DPI in proprio possesso e utilizzati durante il lavoro, a titolo di esempio scarpe antinfortunistiche, guanti.

 

Per informazioni, iscrizioni ed essere contattati, inviare mail a:info@ingegneriapinerolese.it

 

Cell. +39 3355445224       Tel. 0121 030435